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Martedì, 24 Maggio 2022
Cura della persona

Perché massaggiare il cuoio capelluto fa bene alla chioma e al proprio benessere

Il massaggio aiuta a contrastare il diradamento e la caduta dei capelli

Il cuoio capelluto va stimolato periodicamente non solo per lavare la cute ma anche per migliorare il proprio benessere. È utile soprattutto in caso di perdita di capelli, perché il massaggio aiuta a contrastare il diradamento e la caduta.

Inoltre è un potente antistress, esattamente come qualsiasi altro tipo di massaggio, come quello sulla schiena o ai piedi.

Praticare il massaggio al cuoio capelluto è dunque utile sotto vari aspetti e soprattutto per migliorare la resa dei prodotti per capelli, in particolar modo maschere e lozioni.

I vantaggi

Il dottor Angelo Labrozzi, farmacista, collaboratore con l’Università di Chieti ed esperto nello studio della caduta dei capelli, rivela i vantaggi del massaggio al cuoio capelluto:

“Va fatta chiarezza su punto fondamentale: la bellezza dei capelli è direttamente proporzionale alle condizioni di salute del cuoio capelluto e attraverso il massaggio cutaneo viene stimolata la circolazione sanguigna. Ciò rafforza i follicoli indeboliti e contrasta le condizioni che possono interrompere il processo di crescita dei capelli, inclusa la forfora e la pelle secca. Aiuta inoltre a rimuovere sebo, polvere e capelli morti, rendendo il cuoio capelluto un ambiente sano e pulito. Il massaggio va eseguito con movimenti circolari, applicando una pressione moderata, facendo attenzione a non aggrovigliare i capelli per evitare rotture e strappi dei peli dal follicolo. È preferibile effettuarlo prima dello shampoo, magari con del semplice olio di cocco, così da favorire l'apporto di ossigeno, il drenaggio linfatico e l'elasticità della pelle”.

Gli svantaggi 

Secondo alcuni studi condotti dai dottori californiani Christina Phuong e Howard I. Maibach è emerso che massaggiare il cuoio capelluto aumenta il livello di penetrazione nella parte follicolare della lozione che si va ad applicare. Attraverso lo sfregamento della cute, si modifica lo strato di barriera cutanea, migliorando il passaggio delle molecole e di conseguenza il tasso di permeazione della sostanza all’interno della pelle.

“Troviamo numerose forme farmaceutiche adatte a questo tipo di applicazione, come creme, unguenti, lozioni, schiume o spray. L’indubbio vantaggio della somministrazione topica è quello di ottenere un effetto locale, senza andare ad intaccare l’intero organismo attraverso un assorbimento di tipo sistemico, che sicuramente porterebbe al raggiungimento del farmaco sul sito di azione, però con possibili svantaggi, come eventuali effetti collaterali e una minore efficacia dovuta alla rapida eliminazione della sostanza” spiega Labrozzi, ideatore del Metodo di Nardo incentrato sulla caduta dei capelli.

Il grado di penetrazione del farmaco è condizionato da numerosi fattori. Il massaggio, quindi, potrebbe essere un valido aiuto per facilitare il passaggio attraverso la cute. Numerosi studi infatti ne confermano l’importanza al fine di favorire l’efficacia di un trattamento topico.

Al tempo stesso però, è bene sapere che il tipo di massaggio può aumentare o diminuire l’effetto della lozione. Se la lozione è applicata in modo sbagliato, possono esserci dei danni importanti. 

“Un massaggio svolto da personale qualificato apporta sicuramente vantaggi, non solo in termini di assorbimento migliore, ma soprattutto potrebbe coadiuvare la risoluzione del problema interagendo con la fisiologia del corpo umano, attraverso l’ausilio di tecniche di movimento specifiche per questa ragione è vivamente sconsigliato improvvisarsi massaggiatori, prima di tutto perché esiste personale qualificato, e soprattutto perché un massaggio fatto male non solo non porterà benefici alla persona che ne ha bisogno, ma rischierà addirittura di essere controproducente danneggiando il paziente stesso” sostiene Labrozzi.

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