Fa bene mangiare piccante? I benefici del peperoncino e i contro

Tutta la verità sul peperoncino che, se sei amante del cibo piccante, dovresti davvero conoscere

Quanti di voi preferiscono mangiare piccante aggiungendo un po’ di peperoncino? Siete sicuri che fa bene? Quando mangiamo, lo facciamo perché abbiamo fame ma anche perché vogliamo soddisfare il nostro palato e il gusto è fondamentale. Non si tratta solamente di nutrirsi, ma di assaporare qualcosa che ci piaccia davvero. Davvero tanto!

Anche se non tutti lo gradiscono, coloro che amano il peperoncino spesso ne abusano o lo utilizzano in tutti i piatti. Scopriamo qualcosa in più su questo ingrediente piccante e se fa davvero bene all’organismo.

Peperoncino: da dove viene? 

Il peperoncino è stato portato in Europa da Cristoforo Colombo, dopo il suo secondo viaggio nelle Americhe. Si è diffuso rapidamente e oggi è molto utilizzato in cucina, in particolar modo in Africa, Centro e Sud-America e Sud-Est asiatico.

Chi lo ama, ne elogia ogni singolo aspetto. Si è arrivati addirittura a dire che il peperoncino allunghi la vita.

Fa bene mangiare piccante?

Fa bene o può fare anche male. Tutto dipende dalle quantità, come per ogni cosa. Esagerare non va bene mai, quindi limitate quantità e frequenza.  

I cultori, ma anche chi non conosce bene questo prodotto, sanno che esistono diverse tipologie di peperoncino, che si contraddistinguono per grado di piccantezza, che è misurabile con la scala Scoville.

Il gusto è definito dalla capsaicina, una sostanza che ha molteplici benefici, tra i quali la capacità di ridurre il colesterolo cattivo nel sangue. Recenti studi scientifici, infatti, hanno dimostrato come il peperoncino possa far bene al cuore, abbassando il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Inoltre la capsaicina viene oggi utilizzata in medicina anche nelle cure contro il dolore dovuto a psoriasi, neuropatia o artrite e le vengono attribuite virtù antibatteriche, anti-diabetiche e, addirittura, anti-cancerogene.

Il peperoncino fresco è una ricca fonte di vitamine, come la A, la C, i flavonoidi, la luteina e il beta-carotene, tutte sostanze conosciute per le proprietà antiossidanti, in grado di contrastare i radicali liberi.

Ha effetti benefici strettamente legati alla salute, come il miglioramento della circolazione grazie alle proprietà vasodilatatorie, i suoi effetti digestivi e mucocinetici (per eliminare il muco).

Il peperoncino è conosciuto anche per gli effetti afrodisiaci, in quanto aumenta la sensibilità delle terminazioni nervose e del battito cardiaco e stimola il rilascio delle endorfine, come avviene nel rapporto sessuale. Alcuni lo considerano una sorta di “viagra naturale”, in virtù del miglioramento che apporterebbe in caso di disfunzione erettile.

Quando fa male?

Il peperoncino è noto, purtroppo, anche per il suo effetto irritante, una caratteristica che può essere nociva a livello superficiale del nostro organismo, causando bruciore alle mani in caso di contatto, fino a più serie irritazioni di occhi, naso e gola. Per questi motivi è bene maneggiare il peperoncino con attenzione, utilizzare guanti in lattice e non toccarsi gli occhi o la bocca, se si è venuti a contatto con la spezia.

In più il cibo piccante può far male agli organi interni, causando irritazione delle vie urinarie e dell’intestino. Infatti ne è sconsigliata l’assunzione nella dieta per il reflusso gastroesofageo o a chi soffre di gastrite e ulcera, in quanto potrebbe aggravare la situazione.

Alimenti piccanti e peperoncino non sono adatti neanche a soggetti “delicati”, come donne in gravidanza o in allattamento e bambini sotto i 12 anni.

Rischi più gravi sono rappresentati dallo sviluppo di cancro alla prostata, al fegato o all’intestino, la cui correlazione con un abuso di peperoncino è stata riscontrata dalla comunità scientifica dei paesi che fanno ampio uso di spezie in cucina, come India e America Latina.

Gli urologi, in particolare, sono preoccupati della diffusione del peperoncino come “viagra naturale”, in quanto se consumato in eccesso, stimola la prostata, ma rischia di irritarla, con conseguente prostatite e sviluppo di tumori alla ghiandola, tra le principali cause di morte della popolazione maschile.

Il punto è che non è il cibo piccante in sé a far male, ma un uso smodato e prolungato. Ecco qualche consiglio per “prendere le misure” col cibo piccante.

Se non volete rinunciare al peperoncino, è bene conoscerne virtù e limiti, seguendo qualche buona regola:

  • consumare cibo piccante non più di due volte alla settimana
  • mangiare cibo piccante non a stomaco vuoto
  • il peperoncino va usato in modiche quantità, all’interno di pasti che comprendano, preferibilmente, anche frutta e verdura freschi e latticini leggeri (che proteggono le mucose).

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