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"Ristoratori di San Giovanni Teatino trattati da lavoratori di serie B": la polemica del sindaco contro la zona arancione "morbida"

Dopo la zona arancione "morbida" delle località vicine, Marinucci accusa: "Qui si gioca con la vita delle persone. Abbiamo fatto tutto quello che la Asl ci ha chiesto, i positivi sono anche di fuori comune"

Nell'Abruzzo multicolore, diviso in giallo, rosso e arancione "morbido", l'ultima ordinanza del presidente della Regione Marco Marsilio ha acceso la polemica. 

Per comprenderla, bisogna ricostruire quanto accaduto negli ultimi giorni, a suon di ordinanze e correttivi. Venerdì, il governatore ha stabilito di inserire in zona rossa, con divieto di ingresso e uscita dai confini comunali, Atessa e San Giovanni Teatino, oltre al comune di Tocco da Casauria, nel Pescarese. 

Ieri, invece, una nuova ordinanza ha inserito in zona arancione Francavilla al Mare, Pescara, Montesilvano e Spoltore. Ma, contrariamente a quanto prevedono le norme nazionali, la zona arancione in salsa abruzzese è "morbida": non si può entrare nei comuni, né uscirne, ma bar e ristoranti restano aperti fino alle ore 18 e, dopo, per il servizio da asporto. 

Sempre in virtù dello stesso provvedimento, sono "sorvegliate speciali" Chieti, Bucchianico, Gessopalena e Torrevecchia Teatina, dove il numero dei contagi è in preoccupante ascesa. 

Ma questa decisione non è piaciuta ai ristoratori di San Giovanni Teatino, né al primo cittadino Luciano Marinucci, che già qualche giorno fa aveva espresso amarezza per la decisione della Regione. Il sindaco, in particolare, contesta la decisione di chiudere i confini di San Giovanni Teatino in maniera così netta, a maggior ragione a pochi giorni dal ritorno di tutto l'Abruzzo in zona arancione, come confermato dall'indice di contagio che sarà valutato domani dalla Cabina di regia nazionale. 

Marinucci non ci sta e ricostruisce quanto accaduto negli ultimi giorni: "La Asl e la Regione ci hanno chiesto di fare i tamponi di massa e noi li abbiamo fatti, a partire dal 30 gennaio. Ce ne hanno chiesti 4.275, e noi ne abbiamo fatti fino a oggi 5.190. Di positivi sono venuti fuori 85. Di questi 5.190 tamponi, 921 hanno riguardato cittadini provenienti dalla provincia di Pescara, con 39 positivi. I restanti 4.269 test sono stati eseguiti sui residenti nei comuni che fanno capo alla Asl Lanciano-Vasto-Chieti (quindi non solo San Giovanni Teatino), con 46 positivi. I numeri parlano da soli, non credo che ci sia bisogno di commentare". 

Dopo l'esito dello screening, venerdì, arriva l'ordinanza che il sindaco definisce "pasticciona che, dopo due giorni di richieste, proteste, telefonate e videoconferenze, viene sostituita. Attenzione: non chiarita, ma sostituita. Perché un’ordinanza non può essere interpretabile, ma deve essere applicabile senza se e senza ma. E non basta dire: 'Io l’ho capita', che a capire siamo bravi tutti e del 'ghigno' e l’arroganza dei primi della classe facciamo volentieri a meno".

Poi, continua il sindaco, due giorni fa, "la Asl ci redarguisce: se non fate più tamponi (ricordo che ce ne hanno chiesti 4.275 e ne abbiamo fatti 5.190), non uscite dalla zona rossa. Noi ci attrezziamo, richiamiamo volontari stremati, decidiamo di proseguire fino al 16 febbraio. E cosa tira fuori dal cilindro la Regione Abruzzo? Quasi come uno sberleffo? Un’ordinanza per Pescara, Spoltore, Francavilla al Mare e Montesilvano, in cui viene fuori una zona arancione pallida, o un giallo scuro, scegliete voi. In pratica, non si entra e non si esce dai comuni, ma bar e ristoranti restano aperti".

E qui, ancora di più, cresce l'amarezza del primo cittadino e dei suoi concittadini. "Domani - commenta - se il Governo dirà arancione, non potrà essere un arancione annacquato: bar e ristoranti dovranno comunque chiudere come è successo a San Giovanni Teatino (dopo aver fatto scorta di generi alimentari che poi sono stati buttati), perché Marsilio si è inventato un’ordinanza soft, a poche centinaia di metri dalla zona rossa di San Giovanni Teatino e a pochi giorni dalle decisioni della Cabina di regia nazionale".

"In queste ore - racconta Marinucci - sto sentendo i ristoratori di San Giovanni Teatino. Brucia essere trattati da lavoratori di serie B. Brucia per i sacrifici fatti, brucia per i guadagni persi, brucia per gli investimenti finalizzati ad adeguarsi alle misure. Brucia perché Pescara è dietro l’angolo, ma lì i ristoranti e i bar possono stare aperti. Il Governatore Marsilio ci dovrebbe spiegare, dati alla mano, che tipo di tavolozza sta usando. Qui si gioca con la vita delle persone, non con i pennarelli. Chi si sta divertendo a spargere pennellate che cancellano sacrifici, sogni e speranze, se ne dovrà assumere la responsabilità. E io mi batterò per questo. Statene certi", conclude.

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