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Il Wwf interviene sui Parchi d'Abruzzo: "Nominare dirigenti competenti"

L'associazione ambientalista fa il punto sulla gestione dei Parchi abruzzesi

"Non entriamo nel merito sulle scelte del Ministero dell’Ambiente, della Regione e degli enti locali riguardo presidenti, consigli di gestione e direttori: ci limitiamo a chiedere che vengano nominate persone con competenze ed esperienze legate alle aree naturali protette, alla tutela della biodiversità e allo sviluppo sostenibile dei territori". A dirlo è  Dante Caserta, vicepresidente del Wwf Italia - riferendosi alla situazione dei parchi abruzzesi.

L'associazione del panda chiede "il rispetto di quanto prevede la legge in merito alla nomina e alla composizione di presidenze, consigli direttivi e direttori dovrebbe essere un obiettivo della politica nazionale, regionale e locale. I parchi non devono diventare terreno di scontro tra le varie compagini politiche, ma al contrario devono essere laboratori gestionali dove porre al primo posto il bene comune, qual è l’ambiente in cui viviamo".

Sul Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise il Wwf sottolinea che "è privo di un Consiglio Direttivo da aprile 2020 e opera solo attraverso un Presidente". Stessa situazione nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga "dove il Consiglio Direttivo manca dal gennaio 2020. Anche qui la governance dell’Ente è affidata al solo Presidente".

Va meglio nel Parco Nazionale della Majella "nel quale sono in carica un Presidente e un Consiglio Direttivo, ma dove dal 2018 opera un direttore facente funzioni che ne ha sostituito uno part-time in “condivisione” per quattro anni con il Parco Regionale Sirente-Velino, a differenza dei Parchi d’Abruzzo e del Gran Sasso dove un direttore regolarmente nominato c’è".     

Del tutto paradossale invece proprio la situazione del Parco Regionale Sirente-Velino "commissariato dal 2015, una condizione ingiustificabile, contraria alle leggi nazionali e regionali sulla composizione dei consigli direttivi dei parchi e aggravata dal fatto che in Regione è in discussione una legge che vorrebbe tagliare 8mila ettari di parco". 

infine il Parco nazionale della Costa Teatina dove "non solo manca la governance, ma manca proprio il Parco nonostante sia stato istituito nel lontano 2001 e un commissario di governo, nominato appositamente, abbia predisposto una perimetrazione nel 2015. Da allora è tutto fermo". 

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