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Giovedì, 20 Gennaio 2022
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Il Parco Nazionale della Costa teatina mai attivato è la ferita dell'ambiente in Abruzzo: il bilancio del Wwf

Come ogni anno, l'associazione ambientalista ha tracciato il punto della situazione sulle attività effettuate e le carenze delle istituzioni negli ultimi 12 mesi

Neanche il 2021 è stato l'anno giusto per la realizzazione del parco della Costa Teatina, pagina nera dell'ambiente in Abruzzo. È quanto si evince dal bilancio tracciato dal Wwf che, come ogni fine anno, ha convocato la stampa per fare il punto della situazione nella nostra regione. 

Nel 2021, nonostante le limitazioni dovute alla pandemia, l’azione del Wwf non si è mai fermata grazie alle quattro organizzazioni locali, alle sei Oasi, ai centri di educazione ambientale e ai nuclei di vigilanza presenti nel territorio.  

L’impegno per tre specie simbolo: il fratino, l’orso bruno marsicano e il lupo  

Grazie al progetto “Salvafratino Abruzzo”, promosso dall’area marina protetta “Torre del Cerrano” e dal Wwf Abruzzo e che coinvolge associazioni, comitati locali e singoli volontari, così come la capitaneria di porto, nel 2021 è continuato l’impegno per la tutela del fratino. Come avviene ormai da diversi anni, la specie è stata monitorata durante la fase riproduttiva: i nidi osservati sono stati in totale 53 (eguagliato il record degli ultimi anni registrato nel 2017), 10 in più rispetto alla precedente stagione (43). La riserva regionale del Borsacchio a Roseto degli Abruzzi, l’area marina protetta “Torre del Cerrano” e la zona Foro di Ortona si confermano siti fondamentali per la nidificazione, ospitando poco meno dei 4/5 dei fratini presenti in Abruzzo.

La situazione per la specie continua a essere problematica, così come nel resto d’Italia: alla cause naturali che portano alla perdita dei nidi (mareggiate o predazione) si aggiungono minacce legate all’uomo come la pulizia delle spiagge con mezzi meccanici, la presenza di cani e gatti vaganti, l’eccessiva frequentazione di alcune aree o veri e propri atti di vandalismo. Oltre al monitoraggio dei nidi, sono state tante le attività svolte a partire da marzo fino a tutto agosto: webinar di formazione sul fratino e il suo habitat, giornate di pulizia a mano delle spiagge, attività di educazione ambientale, incontri con amministrazioni e operatori economici, distribuzione di materiale informativo, campagne di sensibilizzazione, creazione di nuove piccole aree destinate alla tutela come l’Oasi del fratino e della Camomilla di mare a Giulianova (Teramo). Fondamentale anche l’analisi dei dati delle nidificazioni degli ultimi anni che ha portato a un primo studio sulle aree maggiormente vocate alla presenza del Fratino realizzato su incarico dell’area marina protetta “Torre del Cerrano”.  

Continuo è stato l’impegno per l’orso bruno marsicano nell’ambito della campagna Wwf “Orso 2x50” che punta al raddoppio dell’esigua popolazione del plantigrado entro il 2050 e vede centrale l’azione dell’Oasi Wwf e riserva regionale “Gole del Sagittario” di Anversa degli Abruzzi (L'Aquila). Nel 2021, sempre a causa della pandemia, non è stato possibile svolgere i consueti campi che prevedono l’ospitalità dei volontari per più giorni nelle strutture dell’Oasi, ma sono state organizzate singole giornate di volontariato per realizzare buone pratiche di convivenza. Giovani e meno giovani da tutta Italia durante l’estate sono intervenuti in vari comuni dell’Abruzzo per istallare recinzioni elettrificate a protezione di apiari, frutteti e piccoli allevamenti e porte in ferro zincato per la messa in sicurezza di piccoli allevamenti (polli, conigli, ecc.). Dal 2019 a oggi 39 strutture sono state messe in sicurezza da danni da Orso, mentre sono state dotate di grate di chiusura 6 vasche, pericolose pozze per la raccolta d’acqua che se lasciate senza copertura possono trasformarsi in trappole mortali per l’Orso e la fauna selvatica in generale. Oltre al personale dell’Oasi delle Gole del Sagittario, sono stati 60 i volontari coinvolti nelle giornate di lavoro. Nel corso del 2021 è stata inoltre stipulata una convenzione tra Wwf e Parco Nazionale del Gran Sasso, area di nuova espansione per questa specie, volta a preparare i residenti nell’area protetta alla convivenza con l’Orso. I volontari del Wwf Abruzzo, inoltre, hanno partecipato alle giornate del “Tour della convivenza: Bentornato orso gentile” nel Parco Nazionale della Maiella, realizzato nell’ambito del progetto Life-Arcprom dell’Unione Europea. Le giornate hanno previsto attività gestite da personale e volontari del Wwf che, coadiuvati dal Parco della Maiella, hanno organizzato incontri e dibattiti con i residenti e con chi svolge attività nel Parco. Si sono svolte attività didattiche e giochi rivolti anche a bambini e ragazzi e sono stati distribuiti materiali informativi sulle regole principali da adottare nell’interazione con l’orso, sia durante le escursioni che nella gestione delle attività economiche.  

Il 2021 è stato, inoltre, l’anno che ha posto il problema di gestione dell’orso Juan Carrito, figlio di Amarena, che frequenta centri urbani alla ricerca di cibo. Il Parco d’Abruzzo Lazio e Molise, in collaborazione con altri enti, ha tentato la sua traslocazione in ambienti selvaggi, ma l’orso sembra già essere tornato a frequentare il paese di Roccaraso: è necessario che presto Juan Carrito possa trovare un luogo giusto per passare l’inverno, ma tutta la vicenda pone un reale problema di convivenza e sta a noi mettere in atto misure concrete di prevenzione e responsabilizzazione per accettare pienamente la presenza in un animale che rende le nostre terre così uniche e preziose. 

Il lupo è una specie in forte espansione che sta progressivamente riconquistando spazi dai quali era scomparso da decenni a causa dell’uomo, comprese aree di pianura e litoranee, spesso prossime a nuclei urbani. Continue segnalazioni arrivano da tanti centri abitati di tutta la regione. Le strutture locali del Wwf Abruzzo hanno sentito l’esigenza di informare i cittadini sui comportamenti da attuare per una convivenza possibile con il grande carnivoro e hanno elaborato il progetto “Tante specie, un solo pianeta”, finanziato dal Wwf Italia e che tra le altre azioni ha previsto la realizzazione di un opuscolo che contiene anche un vademecum sulla convivenza uomo-lupo.

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