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Martedì, 7 Dicembre 2021
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VIDEO - "Sono guarito dal Coronavirus e ora vedo la vita in modo diverso: è importante restare a casa"

Il 30enne guarito grazie alla terapia sperimentale con il Tocilizumab racconta la sua battaglia con il Covid 19, le preoccupazioni per i suoi cari e raccomanda di attenersi alle regole

Marco (nome di fantasia), ha 30 anni e un lavoro pieno di soddisfazioni, fino all'incidente di percorso che mai avrebbe potuto immaginare: essere contagiato dal Coronavirus. Ricoverato nella Clinica di Malattie infettive del Santissima Annunziata di Chieti, l'uomo è guarito grazie alla terapia sperimentale usata in reparto.

E, oggi, è la sua voce, nell'intervista diffusa dall'azienda sanitaria Lanciano-Vasto-Chieti, a raccontare l'incubo della malattia, dei giorni trascorsi in isolamento, della vita che oggi è cambiata.

Marco non sa dove ha contratto il virus: "È accaduto e basta - racconta - e farsi domande oltre un certo limite non era d’aiuto". Nelle due settimane di battaglia contro il Covid 19, è stato sempre informato e consapevole della patologia e della scelta del responsabile della Clinica, Jacopo Vecchiet, di curarlo con il Tocilizumab, farmaco già impiegato nella cura dell’artrite reumatoide e in grado di ridurre l’infiammazione che causa danni agli organi. Ha dato il consenso ed è iniziato il percorso. Coltivando dentro di sé la speranza di poter voltare pagina presto e tornare agli affetti ai quali, durante la degenza, ha continuato a pensare con tanta preoccupazione. 

"Quando sei lì hai paura non solo per te - ricorda - ma per quelli che sono a casa e temi di avere contagiato. Mi tormentava il pensiero di essere causa di sofferenza per le persone che amo di più e che mai avrei voluto mettere in pericolo".

Tante le emozioni provate in un reparto nel quale si è isolati e i contatti con il mondo di fuori sono pochissimi: il senso di solitudine, l’angoscia lo hanno accompagnato a lungo, ma poi è prevalso il senso della realtà: l’importante era mettere al sicuro la salute, a costo di qualunque sacrificio, e in quel reparto lui si è sentito sempre protetto. La sensazione era di trovarsi nel posto giusto, in mani sicure. 

"Arriva un momento nel quale pensi a una sola cosa - racconta Marco - devi migliorare la tua condizione, vale solo quello". E, di sicuro, la battaglia contro il Coronavirus ha lasciato il segno: "La mia vita è cambiata sicuramente - confida -, queste sono situazioni che fanno riflettere e io di tempo per pensare ne ho avuto in ospedale. E sì, sono cambiato eccome. Ognuno dovrebbe apprendere qualcosa da questi giorni, perché è la vita di tutti a essere cambiata”. 

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