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VIDEO | L'accoglienza dei profughi afghani a Chieti: "Grazie per averci concesso una nuova vita"

Lo scorso settembre l’istituto religioso 'Figlie dell’amore di Gesù e Maria' di Chieti ha offerto la disponibilità a ospitare 90 cittadini afghani. Il Club Unesco svolge attività di inserimento e conoscenza della lingua italiana

Una nuova casa per ospitare i profughi provenienti dall'Afghanistan. Lo scorso settembre l’istituto religioso 'Figlie dell’amore di Gesù e Maria' di Chieti ha offerto la disponibilità a ospitare 90 cittadini afghani dopo che il 15 agosto 2021, l’Afghanistan è entrato in una nuova fase storica quando i talebani hanno conquistato la sua capitale Kabul, hanno rovesciato il governo civile e hanno preso il controllo del paese, 20 anni dopo esser stati estromessi dagli Stati Uniti e dai suoi alleati.

Il Club per l'Unesco di Chieti, insieme alla prefettura, ha avviato il protocollo sottoscritto in ambito nazionale dal ministero dell'Interno e dalla Federazione Italiana dei Club per l'Unesco per realizzare attività di accoglienza, scambio interculturale e integrazione rivolte a cittadini afghani profughi, ospitati sul nostro territorio.

Da alcune settimane, con propri soci volontari, il Club sta coinvolgendo queste persone fuggite dall'Afghanistan e ospitate da qualche mese nel "Villaggio della Speranza", in manifestazioni culturali in programma nella città e in iniziative di facilitazione della conoscenza della lingua italiana e dell'inserimento.

Abbiamo intervistato la presidente del Club per l'Unesco di Chieti, Cinzia Di Vincenzo, una delle socie, Anna Vaccarella e dialogato con gli ospiti della struttura.

Le donne sono state escluse dai loro posti di lavoro e le ragazze (al di sopra della sesta classe) non sono state autorizzate a tornare a scuola: nelle parole di Homaira Kavash, giornalista afghana costretta a lasciare il proprio paese, il ringraziamento alla città di Chieti per l'ospitalità. 

Un lungo elenco di violazioni e di crimini di diritto internazionale, come l’uccisione di civili e di soldati già arresisi e il blocco degli aiuti umanitari nella valle del Panshir, e hanno nuovamente imposto limitazioni nei confronti delle donne, della società civile e della libertà d’espressione. 

Nei con la collaborazione del Fai Giovani e al Teatro Marrucino alcuni giovani afghani hanno partecipato a eventi culturali che si sono svolti in città al Museo La Civitella, sui balli tradizionali, e al teatro, dove si è tenuto il concerto-spettacolo "Novecento".

Il Club Unesco sta portando avanti anche un progetto di valorizzazione dell'Archivio di Stato con l'inserimento dei dati in rete predisponendo il recupero di alcune mostre importanti realizzate in passato. 

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