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Vacanze all'estero consentite ma non ci si può spostare tra regioni, anche D'Amario sbotta: "Si danneggia il turismo italiano"

Il Viminale autorizza gli spostamenti da regione a regione per raggiungere l'aeroporto e partire per motivi turistici. Un via libera che però lascia l'amaro in bocca a tutto il sistema dell'ospitalità italiana, fermo da mesi

Sì ai viaggi all'estero a Pasqua, ma restano vietati gli spostamenti fra regioni in Italia.

Alla luce del decreto legge emanato lo scorso 13 marzo, è possibile viaggiare per turismo oltre i confini italiani - anche in zona rossa o arancione - verso l’aeroporto e volare alla volta dei cosiddetti paesi del Gruppo C (Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna , Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra e Principato di Monaco), fermo restando la necessità di munirsi di un certificato di tampone negativo per il rientro in Italia effettuato nelle 48 ore antecedenti.

Il via libera alle vacanze pasquali all'estero lascia però l'amaro in bocca a tutto il sistema dell'ospitalità italiana, fermo da mesi a causa del divieto di spostamento da una regione all'altra e anche da un comune all'altro, come accade in Abruzzo da tante settimane.

Sulla questione si è fatto sentire anche il coordinatore nazionale degli assessori regionali al Turismo, Daniele D'Amario:  "È assurdo e inconcepibile autorizzare i viaggi all'estero nello stesso momento in cui si vieta per ragioni di emergenza sanitaria qualsiasi spostamento all'interno del territorio nazionale" afferma commentando la nota del Viminale che autorizza gli spostamenti da regione a regione per raggiungere l'aeroporto per i viaggi all'estero per motivi turistici.

"Si può andare in spiagge esotiche, ma non è ammesso raggiungere i propri cari nel periodo pasquale se questi vivono in Italia. Tutto questo viene autorizzato e ammesso a danno del turismo italiano e in particolare del comparto alberghiero, da mesi paralizzato dalle norme sulle restrizioni della mobilità. Quest'ultima decisione - conclude D'Amario - rischia di minare ancora di più la fiducia degli operatori turistici nazionali ormai allo stremo". 

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