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Via Verde: la Provincia si confronta con associazioni ed enti per il regolamento, consorzio tra sindaci per le ex stazioni

Il presidente Pupillo risponde alle polemiche degli ultimi giorni, mentre la Cna Turismo chiede di risolvere le criticità emerse lungo il tracciato

La Provincia di Chieti ha aperto una fase di ascolto per predisporre il regolamento per l'assegnazione delle aree residuali sulla Via Verde costa dei Trabocchi. 

L'ente ha consegnato la bozza ai sindaci dei Comuni interessati che, spiega il presidente Mario Pupillo, "consultando i portatori di interesse, dovranno proporre emendamenti, integrazioni, sottrazioni che verranno valutate nella loro consistenza giuridica amministrativa per essere accolti".

Dopo i primi due incontri, uno introduttivo e uno interlocutorio, il prossimo è in programma martedì 15 dicembre. "Questa data - dice Pupillo - ha generato le proteste delle associazioni pensando che fosse l’incontro definitivo: il regolamento verrà valutato al termine delle osservazioni scritte, inoltrate alla Provincia dai sindaci che avranno cura di raccogliere le osservazioni dei portatori di interesse. L'obiettivo è di approvare il regolamento nella sua versione definitiva a fine gennaio".

"In questi giorni - aggiunge - c’è stata una serie di dichiarazioni che accusano la Provincia di trasformare la Via Verde nella 'via delle bancarelle permettendo l’occupazione diffusa e capillare, con strade, chioschi, chioschetti e bancarelle e chi ne ha più ne metta lungo tutto il tracciato'. È veramente sorprendente e fuorviante assistere a tali esternazioni, tanto da far supporre che la bozza di regolamento non sia stata letta bene".

Le aree individuate dal regolamento sono quelle residuali dell’ex sedime ferroviario di proprietà della Provincia, strettamente adiacenti al tracciato e sono state divise in cinque tipologie: 

  • 7 aree disponibili localizzate a fronte e a lato di operatori privati e/o Attività economiche esistenti 
  • 10 aree limitrofe ai trabocchi esistenti 
  • 8 aree oggetto di accordi fra Amministrazioni pubbliche
  • 28 aree disponibili distinte per tipologie di utilizzo 
  • 1 area non disponibile

"In tal senso - aggiunge il presidente Pupillo - è stata predisposta una documentazione coerente con la legge regionale 5/2007, composta da un regolamento di gestione, un abaco degli elementi, cartografie e schede di riferimento, schemi convenzionali, il tutto a formare un Piano di assetto delle aree provinciali. Con il piano di assetto, la Provincia intende quindi dotarsi di uno strumento teso al sostegno e al controllo degli interventi di trasformazione e alla risoluzione delle problematiche sulle aree di proprietà, per ampliare l’offerta di strutture di servizio leggere legate al turismo e alla valorizzazione del territorio e dotando la Via Verde di quelle indispensabili risorse capaci di generare ulteriori occasioni di attrattività e strutturazione dell’offerta turistica multistagionale. Le aree residuali individuate sono complessivamente 54, di cui 28 distinte per tipologie di utilizzo e interessate da servizi di ristoro, di cui 2 possono essere riconvertite ad aree oggetto di accordi fra amministrazioni pubbliche".

"Su 42 chilometri di Via Verde a disposizione e facendo una semplice divisione - spiega il presidente della Provincia - si tratta di un'area destinata a ristoro ogni 1,5 chilometri: la paura di vedere 'un gran bazar o mercatini diffusi' è dunque infondata. Con il regolamento si intende limitare e disciplinare le dotazioni di servizi, non liberalizzarle per creare sì in quel caso il caos. La Via Verde, infatti, ha bisogno di servizi per essere in grado di rispondere alle esigenze di coloro che la frequenteranno e avranno bisogno di punto di ristoro, di servizi igienici, di spazi per svolgere attività fisica o ombreggi per ripararsi dal sole, panchine per sedersi, colonnine elettriche per ricaricare velocipedi o fare una doccia dopo un bagno in mare o affittare una bici. Non secondaria è la necessità di dare opportunità a coloro che lavorano lungo la via Verde con esercizi ristorativi, Trabocchi, attività economiche o operatori turistici, sempre nell’ottica di opere di pubblico interesse che possono prevedere aree di sosta a monte della Via Verde anche a servizio di abitanti cui la realizzazione della via Verde ha precluso l’accesso delle auto. Inoltre esiste un aspetto importante, ma che spesso viene dimenticato: il costo di gestione della Via Verde. Vincolando le entrate economiche derivanti dalla gestione delle aree in concessione alla manutenzione della stessa, viene strutturata l’unica modalità utile ad evitare di cadere nel meccanismo illegittimo dell’aiuto di stato: condizione di utilizzo dei fondi di finanziamento infatti è il non poter generare introiti di tipo commerciale, che potrebbero incrementare il bilancio dell’ente". 

"La partita che ci attende - conclude - è impegnativa e dobbiamo essere pronti a fornire i servizi di qualità ai turisti di tutta Europa ed oltre e non mercatini che nulla hanno a che fare con la strategia e la volontà della Provincia di Chieti. Siamo ben consapevoli della portata storica di quest'opera per l'Abruzzo intero, oltre che per l'area costiera interessata: ed è per questo che abbiamo voluto invece coinvolgere i Comuni e i portatori di interesse avviando dal 30 settembre la fase di ascolto. Attendiamo pertanto proposte e osservazioni inoltrate alla Provincia con caratteri puntuali, veicolate attraverso i sindaci o direttamente alla Provincia e non articoli generici che denotano atteggiamenti precostituiti e sospettosi di interessi particolari. Il nostro unico interesse è quello di fornire la Via Verde dei Trabocchi di tutti i servizi necessari per una proposta di accoglienza di eccellenza integrata e rispettosa dei principi ambientali e naturalistici. Siamo sicuri che l’approfondimento del percorso porterà chiarezza e serenità".

Intanto la Cna Turismo Abruzzo, tramite il presidente Claudio Di Dionisio, chiede di "risolvere al più presto alcune criticità emerse lungo il tracciato e di mettere a punto un regolamento sulla gestione che consenta di utilizzarne pienamente le enormi potenzialità che riveste".

"Se da una parte va apprezzata l’accelerazione impressa negli ultimi tempi ai lavori di realizzazione del percorso - dice - dall’altra non possono non destare perplessità alcune soluzioni adottate lungo un asse in cui massima fruibilità e conservazione del patrimonio paesaggistico devono essere considerati valori inscindibili. E questo sia sotto il profilo della tutela ambientale, sia per quel che riguarda la capacità di promuovere un prodotto come la via verde dei Trabocchi sui mercati internazionali del turismo: un mondo in cui cresce costantemente il segmento del pubblico 'attivo', interessato a muoversi e conoscere, ma a determinate condizioni. Motivo per cui non si spiega la realizzazione sul lato mare di alcuni manufatti destinati alle attività di servizio: strutture che cozzano con l’esigenza di valorizzare la bellezza del paesaggio marino, e che perciò vanno spostate sul lato monte del percorso".

"Si deve far presto - incalza Di Dionisio - per poter restituire il percorso alla fruizione nella sua pienezza, e per questo occorre procedere al più presto alla sistemazione soprattutto delle gallerie. In generale, occorre superare e risolvere alcune problematiche che rischiano di trasformare il percorso, soprattutto a causa dei parcheggi che sorgono in prossimità, in un’area a disposizione tanto delle bici che del passeggio dei pedoni. Immaginare la promozione di un prodotto in cui i ciclisti debbano fare lo slalom tra le persone, soprattutto nei mesi estivi, al di là dei pericoli insiti in questa commistione, è davvero inimmaginabile. Occorre dunque capire come il percorso possa valorizzare un segmento cardine del turismo attivo, ovvero le due ruote, con interventi mirati alla convivenza con i pedoni". Quanto al regolamento che disciplinerà in futuro la gestione del percorso, Di Dionisio chiede "di avviare, con senso di responsabilità e capacità di coinvolgimento, una consultazione che veda protagonisti enti locali, associazioni ambientaliste, associazioni d’impresa, in modo da arrivare a una sintesi equilibrata delle diverse esigenze in campo".

Intanto, i sindaci dei territori interessati, ossia Francesco Menna (Vasto), Filippo Marinucci (Casalbordino), Nino Di Fonso (Torino di Sangro), Enrico Di Giuseppantonio (Fossacesia), Gianni Di Rito (Rocca San Giovanni), Emiliano Bozzelli (San Vito), Leo Castiglione (Ortona), riuniti in videoconferenza, hanno deciso di creare un consorzio tra i Comuni, per per trattare con la società delle Fs spa l’acquisto delle ex stazioni e del patrimonio residuo delle aree di risulta dell’ex tracciato della linea ferrovia Adriatica, tra Vasto ed Ortona. Si tratta di mmobili non sottoposti precedentemente alla procedura espropriativa da parte della Provincia. Le aree interessate riguardano 524.716 metri quadrati di terreni e 7.302 di fabbricati.

“L’unione dei sindaci in un soggetto unico, faciliterà la trattativa che avvieremo con le Ferrovie - spiegano Menna, Marinucci, Di Fonso, Di Giuseppantonio, Di Rito, Bozzelli e Castiglione - per l'acquisizione delle vecchie stazioni (Fossacesia, San Vito Chietino, Torino di Sangro e Vasto) e dei terreni dislocati sull'ex tracciato. D'intesa con la Provincia di Chieti e la Regione Abruzzo sarà pianificata una progettazione attenta, nel rispetto dell'ambiente e del paesaggio per le aree che saranno da noi gestite. Un altro importante aspetto dei beni ferroviari riguarda Casalbordino, dove chiederemo anche la vendita di un ex parcheggio e di due locali dismessi dell’attuale stazione. Ora, però, è di fondamentale importanza che la Regione sostenga economicamente il nostro obiettivo e consenta di poter raggiungere quanto prima l'accordo con le Ferrovie dello Stato, alle quali va riconosciuto il merito di aver creduto nella possibilità che il proprio patrimonio immobiliare dismesso, potesse essere acquisito dagli enti locali. Facciamo quindi appello alla sensibilità del presidente Marco Marsilio, perché confermi gli impegni presi dai suoi predecessori, Gianni Chiodi e Luciano D’Alfonso, che avevano manifestato la disponibilità della Regione a sostenere un ulteriore finanziamento per l’acquisto. Il nostro obiettivo è quello di chiudere la trattativa prima di dicembre 2021. La Via Verde della Costa dei Trabocchi, che è il patrimonio dell’intero Abruzzo - concludono i sindaci - contribuirà notevolmente al decollo dell’economia turistica della nostra regione”.

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