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Uccisione partigiani della Banda Palombaro: il sindaco di Chieti a Colle Pineta per la commemorazione

Diego Ferrara si è recato a Pescara per la celebrazione dell’anniversario in ricordo dell'uccisione dei nove partigiani

In ricordo della Brigata Palombaro le città di Chieti e Pescara di nuovo unite, questa mattina alla celebrazione dell’anniversario dell’uccisione dei nove partigiani avvenuta a Colle Pineta l'11 febbraio del 1944.

Il cortile della scuola è luogo dove ogni anno si rinnova il rito  della memoria per dare futuro alle 9 giovani vite interrotte quell’inverno, una missione vera per la scuola “11 febbraio 1944”, che passa di generazione in generazione e dove il sindaco Diego Ferrara si è aggiunto alle autorità del territorio, portando il gonfalone della Città di Chieti sul posto in cui futono uccisi.

Un ricordo che rinnovato nel pomeriggio di oggi 11 febbraio anche a Chieti, in un momento di raccoglimento in piazza Martiri della Libertà dalle ore 17.30, in sinergia con l’Anpi.

“Se dopo tanti anni siamo qui a ricordare le vite di quei 9 ragazzi, figli, mariti, padri, fratelli, con la paura che la guerra che si è riaccesa a un passo da noi possa ripetere situazioni simili, significa che qualcosa non ha funzionato nel mondo di noi adulti – così il sindaco Diego Ferrara – Sono trascorsi 79 anni dal verificarsi di queste morti, ma da allora e dalla fine della guerra a oggi, abbiamo visto tanti altri uomini e donne morire, nonostante l’ultimo conflitto mondiale sia stato fra gli eventi più brutti e pesanti della nostra storia e avrebbe dovuto insegnarci quanto sia necessaria una vita di pace, per il bene di tutti noi. Ma, al contempo, essere qui, significa diventare testimoni di queste 9 storie, della loro memoria e dell’importanza di portarne il ricordo nelle piazze e soprattutto nelle scuole.

Ai nostri ragazzi consegniamo il futuro di tutti e l’importante compito di essere fautori di pace, portando avanti le vite di ragazzi che volevano solo essere liberi e sono morti per questo, perché avevano capito che il futuro si scrive in pace e non con la guerra ed erano pronti a tutto perché si realizzasse. Costruire memoria aiuta a salvare il mondo e noi ci saremo sempre, perché questa lezione si ripeta”.
 

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