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Uccisione dei maiali: il sindaco di Pretoro si difende dagli animalisti: "Informativa richiesta dalla Asl"

Diego Giangiulli replica alla nota dell'Aidaa che minacciava un esposto alla procura di Chieti

"Nei giorni scorsi l’immagine della mia persona è stata denigrata e screditata a causa di informazioni riportate in modo approssimativo, grossolano e non corrispondenti al vero".

Il sindaco di Pretoro, Diego Giangiulli interviene sul regolamento relativo all'uccisione dei maiali per famiglie. "Trattasi di una informativa e non un provvedimento rivolta alla cittadinanza circa le corrette procedure da adottare in caso di macellazione domiciliare di suini destinati all’autoconsumo, in applicazione della normativa regionale di riferimento.

La divulgazione di questa informativa, tra l’altro, è stata chiesta dal competente servizio Asl con nota 80947/2022 proprio perché, come da tradizione, in questo periodo dell’anno si dà corso alla macellazione in questione.

In particolare Giangiulli risponde al commento degli animalisti di Aidaa che chiedevano di indagare per "il reato di maltrattamento di animali ed istigazione alla macelleria clandestina”.

"Siamo di nuovo di fronte a false notizie poiché non è il sindaco che autorizza questo tipo di attività e pertanto ribadisco che la mia nota non è stata né un’autorizzazione né un provvedimento, ma una semplice informativa. Addirittura, arrivare ad ipotizzare dei reati quando invece si è solo comunicato all’utenza la corretta procedura da seguire stabilita dalla legge, appare davvero inconcepibile e provocatorio. Al contrario, il Sindaco, in qualità di autorità sanitaria locale, ha il dovere di divulgare questo tipo di informazioni.

Inutile dire che l’associazione animalista Aidaa ha evidentemente preso un abbaglio circa il contenuto della mia nota. Voglio pensare che non abbiano avuto modo di leggerla, altrimenti ci sarebbe anche un’evidente malafede oltre che ignoranza sull’argomento. È lo stesso Regolamento regionale n.2/2011, infatti, a disciplinare all’art. 7 i limiti numerici di macellazione a domicilio per il consumo familiare dell'allevatore, non certo un dispositivo sindacale.

Non mi risulta pervenuta al protocollo comunale alcuna nota da parte dell’associazione in quanto sarei stato ben lieto di fornire loro gli approfondimenti del caso. Hanno preferito dar corso a roboanti minacce di esposti e denunce piuttosto che approfondire un argomento evidentemente poco conosciuto palesando di fatto una figuraccia.

Basare un esposto in procura sul fatto di aver doverosamente riportato la normativa regionale e sanitaria da seguire onde poter procedere correttamente alla macellazione domiciliare dei suini - come consentito dall'ordinamento - è oltremodo grave e lascia evincere l'inescusabile superficialità con cui si diffondono simili notizie. Mi auguro si ravvedano da questa decisione.
Per quanto mi riguarda ho già dato incarico al legale di tutelare la mia immagine di Sindaco e di professionista nelle sedi opportune".


 

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