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Bambina morta dopo un video su Tik Tok, l'allarme della Garante dei minori: "La rete può essere una trappola"

Maria Concetta Falivene mette in guardia le famiglie e invita a essere consapevoli "dei rischi concreti e drammatici che l’esposizione al mondo virtuale può sortire sui giovani e si deve agire subito"

Dopo la tragedia di Palermo, dove una bambina di 10 anni è morta asfissiata, sembrerebbe per partecipare a una "challenge" lanciata da altri utenti sul social network Tik Tok, anche la Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Abruzzo, Maria Concetta Falivene, mette in guardia le famiglie. 

“Non dobbiamo volgere il viso altrove, non possiamo subire la notizia passivamente come l’ennesimo fatto di cronaca e voltare pagina. Morire a dieci anni per una sfida sui social. Fino a qualche anno fa ci sarebbe sembrato impossibile eppure è accaduto, più di una volta”.

“Dobbiamo prendere coscienza - invita - dei rischi concreti e drammatici che l’esposizione al mondo virtuale può sortire sui giovani e si deve agire subito. Abbiamo il dovere di incrementare l’opera d’informazione e comunicazione alle famiglie e ai minori sui rischi di un uso incontrollato dei social, di come la rete possa trasformarsi in una terribile trappola per i giovani".

Il social cinese Tik Tok, infatti, è molto amato dai ragazzini, che spesso aggirano i limiti di età imposti dalla community, iscrivendosi con il benestare dei genitori.

"Nella consapevolezza del pericolo concreto ed attuale, in Abruzzo, con il Progetto Sociale scuola-digitale regionale - spiega la Garante - vogliamo condurre i nostri ragazzi su una piattaforma controllata in cui si vuole infondere l’amore per la cultura ed instaurare un dialogo quotidiano con loro. Vogliamo farli esprimere attraverso la scrittura, la fotografia, la musica, la realizzazione di cortometraggi; vogliamo, insomma, raccogliere il loro mondo inespresso e condurli alla cognizione nel riconoscere la differenza tra la realtà ed il virtuale, fare in modo che le tecnologie diventino un mezzo e non un fine. Il mondo digitale può essere un fenomenale acceleratore di connessioni e competenze – conclude la Garante - ma va utilizzato nel giusto modo, con consapevolezza e coscienza. Poi lo Stato deve agire con fermezza e oscurare tutti i siti che non seguono i principi etici volti alla tutela dei minori”. 

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