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Terapie intensive sotto pressione: la situazione in Abruzzo e nelle altre regioni

Sono 11 le regioni dove la percentuale dei pazienti ricoverati in rianimazione supera o è sulla soglia critica, fissata al 30%. I dati dell'Agenzia per i servizi sanitari

Gli ultimi dati settimanali purtroppo non hanno segnato un’inversione di tendenza sul fronte dei ricoveri ospedalieri per il Covid in terapia intensiva in Abruzzo. Il numero è ancora elevato e la regione è quarta tra le 11 dove la pressione è ancora alta e la percentuale dei pazienti ricoverati in rianimazione supera la soglia critica, fissata al 30% dal Ministero della salute. Qui siamo al 40% con 87 ricoveri (dati del 5 marzo 2021).

Secondo i dati dell'Agenzia per i servizi sanitari (Agenas) aggiornati a ieri sera le regioni e province autonome più in emergenza sono l'Umbria con il 58%, il Molise al 54% (in forte salita) e la Provincia autonoma di Trento (51%). Seguono: Abruzzo (40%), Lombardia (38%,), Marche (37%), Provincia autonoma di Bolzano e Friuli Venezia Giulia al 36%, Emilia Romagna al 34%, mentre la Toscana resta ferma sulla soglia critica del 30%, insieme a al Piemonte. In aumento anche la media nazionale che, seppure sotto soglia critica, sale al 27% (aumentata di 2 punti percentuali nell'arco di 6 giorni).  Appena sotto soglia troviamo invece Puglia (28%), seguita da Lazio (26%), Liguria (25%) e Campania (23%). Le percentuali migliori si registrano in Valle d'Aosta (10%), Sardegna e Basilicata (11%) e Veneto, salito però negli ultimi giorni al 13%. Sicilia e Calabria registrano un tasso di occupazione dei posti letto del 14%. 

Secondo gli ultimi dati, l’Abruzzo supera anche la soglia di occupazione di posti letto dei pazienti Covid nei reparti di area non critica, cioè malattie infettive, pneumologia e medicina generale con il 44%, qui ad oggi ci sono 657 pazienti ricoverati. Questi i dati di Agenas: Umbria (51%), Marche (49%) Molise (45%), Abruzzo (44%), Lombardia (43%) ed Emilia Romagna (42%). La percentuale media nazionale è del 32%, in ascesa ma sempre sotto la soglia critica fissata, questa, al 40%.
 

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