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Martedì, 25 Giugno 2024
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Teateservizi, è polemica sulla ricollocazione dei lavoratori e sulla mancata comunicazione ai sindacati sulla nuova gestione della riscossione

Il segretario generale provinciale della Uil Fpl Angelucci esprime preoccupazione, mentre il sindaco Ferrara rassicura sull'impegno nella difesa dei dipendenti della società partecipata dichiara fallita

Monta la polemica su Teateservizi, la società partecipata dal Comune di Chieti dichiarata fallita dal tribunale, dopo la decisione dell'ente di reinternalizzare temporaneamente la riscossione dei tributi, in vista della gara di appalto europeo per individuare il nuovo gestore del servizio.

"Finalmente - è il commento del segretario generale provinciale della Uil Fpl, Marco Angelucci - l'amministrazione comunale si è decisa a percorrere quella che la Uil Fpl ha più volte indicato quale unica strada da percorrere per riattivare la riscossione tributi senza procurare potenziali ulteriori danni erariali dovuti al loro mancato introito. Nella speranza che questa infausta ipotesi non si sia già determinata. A fianco di questo positivo aspetto, però, ve ne è un altro che lascia francamente amareggiati e consiste essenzialmente sulla mancata ricollocazione di tutto il personale addetto con la Teateservizi alla riscossione".

"Ciò - prosegue Angelucci - desta estrema preoccupazione sia per la salvaguardia dei posti di lavoro che del know how che questi dipendenti hanno acquisito come competenze e cognizioni necessarie allo svolgimento ottimale dell’attività di riscossione senza le quali non si comprende chi e con quali competenze all’interno del Comune dovrebbe dedicarsi allo scopo. La Uil Fpl - incalza - è sempre stata convinta promotrice della possibilità di una gestione diretta del servizio della riscossione dei tributi attraverso un’operazione di internalizzazione, con la creazione di un ufficio dedicato a cui destinare gli stessi operatori della Teateservizi, ma la soluzione oggi prospettata, sembra di capire, sia solo temporanea e non prevede l’assunzione dei dipendenti". 

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Il segretario lamenta inoltra "la mancata preventiva informativa alle organizzazioni sindacali e l’apertura di un dovuto confronto tenuto conto del percorso vertenziale avviato dalle stesse e sfociato nella proclamazione dello stato di agitazione del personale ancora pendente dinnanzi al tavolo prefettizio". Per questo, chiede all'amministrazione "un’immediata convocazione dei sindacati prima di risollecitare nuovamente l’intervento del prefetto".

Dal canto suo, il sindaco Diego Ferrara rivendica l'impegno "nella difesa dei lavoratori, anche per tutelare le maestranze abbiamo portato avanti il piano di risanamento finché è stato possibile e questo chiederemo a chi gestirà il servizio a fronte della gara europea che ci aspetta per individuare il nuovo soggetto gestore dopo il fallimento. La decisione di reinternalizzare la riscossione del tributo Tari 2024 è temporanea, legata, dunque a questo momento di transizione che va dal fallimento alla nuova gara. Nessun sgarbo istituzionale nei confronti dei sindacati - puntualizza il primo cittadino - nessun atteggiamento di altezzoso distacco o, peggio, di colpevole indifferenza nei confronti dei lavoratori. Con tutti loro riprenderemo a brevissimo il dialogo e, unendo forze e competenze, troveremo una soluzione".

"Abbiamo scelto di procedere in modo diretto e autonomo - aggiunge Ferrara - perché l’attività di riscossione Tari per il 2024 doveva essere riattivata e non poteva attendere i tempi di procedure che si sono fin qui dimostrate lunghe e complesse ed è stata motivata dalla assoluta urgenza di emettere i ruoli prima della fine di giugno, ultima data utile permessa dal Governo. Se ciò non fosse avvenuto i danni erariali per l'ente sarebbero stati enormi. Né potevamo attendere, oltre, il responso dell' Agcm sulla nostra richiesta di rivedere, se mai fosse stato giuridicamente possibile, l'iniziativa oppositiva, presentata al Tar, alla delibera 460 del 29/06/2023. Tra l'altro il parere del nostro ufficio legale e della giunta è sempre stato che il contratto 'ponte' faticosamente giunto a redazione finale e condiviso il 18/04/2024 con il curatore, potesse essere sufficiente per avanzare istanza di esercizio provvisorio poiché completamente diverso, come impostazione, rispetto alla delibera contestata dall' Agcm".

"I passi da fare ora richiederanno confronto e supporto anche sindacale - conclude - oltre che di altre istituzioni come la prefettura che siamo stati i primi a coinvolgere per avere il massimo confronto possibile, perché dobbiamo riattivare un servizio per la cittadinanza e speriamo di farlo anche con la possibilità di usufruire dei lavoratori della ex partecipata, com’è d’altronde già accaduto già con la reinternalizzazione dei parcheggi e dei servizi cimiteriali. A questo dobbiamo ora lavorare, abbandonando polemiche, sospetti, attacchi e distinguo e facendo ognuno la propria parte per individuare la soluzione migliore”.

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