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Trasporti urbani a Chieti, sindacati sul piede di guerra: "Non c’è disavanzo che giustifichi il taglio dei servizi essenziali"

Per Cgil, Cisl e Cisal "Il taglio ai servizi del trasporto pubblico (caso unico in Italia) deciso dal Comune complica ancora di più la vertenza degli autisti La Panoramica e smentisce le decisioni del governo che ha stanziato risorse"

Il taglio disposto dal Comune di Chieti ad alcune corse del trasporto pubblico locale preoccupa anche i sindacati, per le conseguenze che potrebbero esserci sulla vertenza degli autisti La Panoramica, in corso ormai da oltre un anno e ancor più perché, in un momento di ripartenza, sarebbe stato opportuno aggiungere corse al servizio pubblico anziché toglierle.

“Questi tagli ai servizi smentiscono le decisioni del governo – incalzano le segreterie Filt Cgil, Fit Cisl e Faisa Cisal – che con la riapertura delle scuole e delle attività, al fine di sopperire agli attuali limiti di riempimento (80%) dei mezzi pubblici imposti dal Covid, ha stanziato ingenti risorse da destinare a Regioni e Province per finanziare servizi aggiuntivi di trasporto pubblico. Invece paradossalmente ti ritrovi una Regione che, sembrerebbe, abbia decurtato oltre 7 milioni di euro dalle risorse finanziarie destinate per il 2021 agli oneri del trasporto pubblico locale con una riduzione del 15%  di fondi rispetto allo scorso anno. E per non essere da meno anche il Comune di Chieti ha deciso di emulare la Regione, effettuando un drastico taglio della contribuzione comunale destinata al trasporto pubblico locale e che comporterà una importante riduzione dei servizi a partire dal 1° novembre 2021, decisione peraltro oggetto del consiglio comunale fissato per mercoledì 29 settembre”.

Per i sindacati, però, “non c’è disavanzo che giustifichi il taglio dei servizi essenziali. Non mettiamo in dubbio le difficoltà dell’amministrazione comunale di Chieti a dover fronteggiare l’imponente disavanzo ereditato di 74 milioni di euro – dicono - ma facciamo fatica a comprendere la scelta di agire con la scure partendo proprio dal taglio di un servizio essenziale ai cittadini in un contesto peraltro nel quale sono note le attenzioni che il trasporto pubblico sta ricevendo quale settore di diffusione del contagio”.

L’auspicio è che la politica cerchi soluzioni al problema, che interesserà anche i lavoratori. “Ci mortifica e ci avvilisce il balletto di accuse reciproche al quale abbiamo assistito in questi giorni tra le diverse forze politiche le quali, dal nostro punta di vista, farebbero bene a ricercare congiuntamente le soluzioni al problema piuttosto che a scaricarsi inutilmente le responsabilità. Vogliamo sommessamente rammentare che a fronte di questo immobilismo politico, vi è un contraltare inconfutabile e che vede da un lato i cittadini di Chieti privati di un servizio essenziale e, dall’altro i 70 dipendenti della Panoramica, che convivono da quasi un anno con una riduzione salariale di circa 300 euro imposta dall’azienda a causa di un contenzioso che la stessa impresa ha approntato da oltre quattro anni nei confronti dell’ente Regione e del quale sia i consiglieri comunali che gli stessi consiglieri regionali eletti a Chieti sono perfettamente a conoscenza. Il contenzioso regionali e i tagli del comune presi a prestesto per tagliare il salario ai dipendenti”.

Lo scorso 24 settembre, in videoconferenza con la prefettura di Chieti e nell’ambito del tentativo di conciliazione, le organizzazioni sindacali hanno espresso il loro disappunto nei confronti della Panoramica “che ha inteso far ricadere sui propri dipendenti le conseguenze economiche derivanti sia dalle decisioni adottate dall’amministrazione comunale e quindi dal taglio dei servizi che dal lungo contenzioso che si trascina da anni con la Regione Abruzzo.  Al tempo stesso – riferiscono - le segreterie regionali unitamente alle rappresentanze sindacali aziendali hanno rispedito al sindaco le dichiarazioni di ‘aver fatto tutto il possibile per addivenire ad una soluzione della problematica’. I fatti sembrerebbero smentirli – concludono - tant’è che la procedura in Prefettura si è chiusa con esito negativo e ai lavoratori non rimarrà altro che protestare e scioperare.
 

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