La didattica in presenza riparte a scaglioni alla d'Annunzio, scatta la protesta degli studenti

Lo striscione dell'associazione Azione Universitaria affisso davanti al rettorato punta il dito contro la falsa partenza della app per la prenotazione delle lezioni

Protesta vistosa quella dell'associazione studentesca Azione Univesitaria, che la scorsa notte ha affisso uno striscione sul sottopasso di fronte all'ingresso del rettorato dell'università d'Annunzio, per protestare contro le modalità di ripresa dell'attività didattica. 

"Magnifico, non è tutto app-osto", si legge sullo striscione. Il riferimento è in particolare alla app che l'ateneo sta preparando per la prenotazione dei posti in aula per le lezioni in presenza. 

A scatenare la protesta è stata la seduta di ieri del Senato Accademico, nel corso del quale si è deliberato che gli studenti del dipartimento di Architettura seguiranno a distanza le lezioni del primo semestre e che altri corsi di laurea, tra cui quelli di Sociologia, Criminologia, Scienze e tecniche psicologiche, a seconda delle esigenze, potranno fare altrettanto fino a novembre, per "mancanza di strutture didattiche".

Durissima l'accusa di Azione Universitaria: "L'ateneo ha definitivamente abbandonato a se stessi i propri iscritti - è la durissima accusa dell'associazione - concentrandosi ormai del tutto su operazioni di marketing, ritenendo superfluo fare la parte dell'università. Non risponde alle e-mail degli ragazzi che debbono immatricolarsi o che hanno problemi con la didattica a distanza, allontana gli studenti che si recano negli uffici per chiedere informazioni, ignora le continue segnalazioni dei rappresentanti degli studenti trattandoli come un problema da eliminare". 

Il nodo più complicato sembra essere proprio l'applicazione per prenotare le lezioni in presenza. "Annunciata per una data - incalza l'associazione studentesca - ma pubblicata dopo quasi una settimana, non funzionante, con continui blocchi, spesso in down".

Per Azione Universitaria, la decisione di obbligare alcuni corsi alla sola didattica a distanza è "un'ammissione di incapacità di gestire la didattica 'blended' (mista a distanza e in presenza, ndc) da parte di chi doveva farlo e un' implicita dichiarazione di inutilità di una app che sarebbe dovuta servire per prenotare i posti in presenza, ma che da circa un terzo degli studenti a questo punto non verrà neanche utilizzata (e crediamo che i corsi che chiederanno di erogare solo didattica a distanza aumenteranno). Per questo, abbiamo deciso di manifestare il nostro dissenso affiggendo questo striscione lungo via dei Vestini".

L'obiettivo, dicono gli studenti è "farci sentire da chi fino a oggi non ha voluto incontrarci". 

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Striscione università2-2

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