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Sabato, 15 Giugno 2024
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Stop produzione alla Sevel, Fiom-Cgil: "Preoccupati per il futuro dei lavoratori"

L'intervento del sindacato dopo l'ultimo stop produttivo allo stabilimento di Atessa

"Le difficoltà di approvvigionamento di materiale sono presenti ormai da alcuni mesi e stupisce come il quarto produttore mondiale di veicoli non riesca a organizzare la produzione scaricando, ancora una volta, il costo di questa ennesima fermata sulle tasche dei lavoratori, già in difficoltà per l'aumento del costo della vita, con molti di loro che hanno anche già acquistato gli abbonamenti settimanali per il trasporto pubblico per recarsi a lavoro".

Queste le parole di Simone Marinelli, coordinatore nazionale Automotive per la Fiom-Cgil e Alfredo Fegatelli, segretario generale Fiom-Cgil Chieti all'agenzia Dire dopo l'ultima sospensione produttiva dello stabilimento di Atessa.

"Per questi motivi la Fiom chiederà all'azienda di integrare l'indennità di cassa integrazione. Preoccupazioni sul futuro che aumentano per le revisioni al ribasso del numero di furgoni da produrre in Val di Sangro, e questo vale anche per l'indotto anche se alcune aziende stanno limitando il danno fornendo parte della produzione allo stabilimento 'gemello' di Gliwic (Polonia). Inoltre le continue fermate produttive stanno mettendo in seria difficoltà anche i lavoratori del settore della camperistica che non riceve mezzi da trasformare e conseguentemente non riesce a rispondere a un mercato in forte espansione".

La Fiom chiede garanzie sul futuro industriale e occupazionale della Sevel e dell'area industriale della Val di Sangro, attraverso un confrontro con azienda e istituzioni.

"Una situazione che va affrontata con urgenza e che deve ottenere risposte per il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori dell'area industriale della Val di Sangro e più complessivamente dell'intero Abruzzo dove sono presenti molte aziende fornitrici di Sevel. Una condizione che è lo specchio di quello che sta avvenendo nel settore nel nostro Paese e che rischia di aggravarsi ancora di più nei prossimi mesi. Per questo stupisce l'assenza, nel dibattito politico della campagna elettorale e nei programmi delle forze politiche, del tema del rilancio del settore della mobilità, un settore strategico per l'industria, l'economia e l'occupazione".

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