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Il teatino Stefano Renzetti da Chieti a manager Google: "In Italia ero uno dei tanti lavoratori precari"

Per la rubrica "Cervelli in fuga" vi raccontiamo la storia del giovane teatino che vive a Dublino e lavora per il colosso statunitense

Sono tante e tutte diverse le storie dei teatini che non vivono più nella loro città d’origine.  Le difficoltà a trovare una collocazione professionale nella propria città, la voglia di provare un’esperienza lontano da casa, occasioni di carriera. Questi e altri motivi fanno sì che anche la città di Chieti possa “vantare” un vero e proprio esercito di in Italia e nel Mondo. Il capoluogo teatino segue il trend secondo cui nel nuovo millennio, hanno lasciato il centro-sud quasi 2 milioni di residenti di cui la metà rientrano nella fascia di età sotto i 35 anni. Di questi circa la metà non sono tornati nel loro paese di origine. 


Stefano Renzetti da Chieti Manager nel settore Marketing per Google


Stefano Renzetti è nato a Chieti 34 anni fa, dopo gli studi classici al G.B Vico si trasferisce a Roma per gli studi universitari in Economia. A seguire qualche esperienza di studio all’estero, poi dopo quattro anni di lavoro precario in Italia vola a Dublino: siamo nel 2013, ad attenderlo c’è Google. “Ho risposto a una posizione aperta sul web – racconta Stefano – ricordo che quando mi hanno contattato quasi non ci credevo. Ho fatto diversi colloqui e alla fine ho ottenuto un contratto a tempo indeterminato”. 


Subito valorizzato e catapultato in una delle prime aziende al Mondo. Oggi Stefano Renzetti è Manager nell’area marketing del colosso statunitense.
"Gestisco un team composto da 3 persone che si occupano consulenza nel piano marketing. Ho soprattutto rapporti con aziende italiane. Negli anni sono cresciuto all’interno di Google - spiega Stefano - nella situazione italiana ero precario e per questo ho deciso di andare via. Qui appena arrivato, oltre al contratto mi è stata garantita l’assicurazione sanitaria e un buon piano pensionistico”.

Oltre al lavoro Stefano ha trovato un ambiente stimolante sotto ogni punto di vista. “Viaggio molto e a Dublino mi trovo estremamente bene. Mi muovo quasi solo a piedi e in bici, ho dimenticato cosa sia l’automobile. L'azienda a mensa garantisce chef internazionali ad ogni pasto. Senza contare palestra, massaggiatori, piscina, medici. La società è dinamica e molto giovane. L’apertura mentale e l'approccio  alle cose è molto diverso. Tutto questo a me piace molto”.


Infine, il pensiero va alla sua Chieti a cui nonostante la distanza Stefano resta legatissimo. “Adoro la mia città e sono orgoglioso  di essere teatino. Certo quando torno mi assale un po’ di tristezza. Vedo a malincuore un forte immobilismo, la mancanza totale di progettualità. Sono venute meno quelle risorse che anni fa ne facevano un capoluogo importante. Serve un piano ben definito - dice il manager teatino -  una fotografia tra 20 e 50 anni. Stabilire come dovrà essere Chieti, con quali caratteristiche e quali sono gli strumenti per realizzarlo. Vedo amici, anche della mia generazione, che si impegnano nel creare attività. Spesso però molti sono costretti ad andare via. Forse manca il concetto di fare rete. Io nel mio piccolo collaboro con la camera di commercio di Chieti – Pescara attraverso un corso di digital marketing: sono a disposizione per i miei concittadini. Ci tengo a fare qualcosa per Chieti”.

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