Smart city index, Chieti tra le ultime 40: buoni risultati in vision e strategia, indietro nei servizi

I capoluoghi di provincia abruzzesi di piccole dimensioni non si discostano dal trend nazionale che vede confermati i ritardi delle città di piccole dimensioni, crescono le città medie

Le città sono sempre più digitali, ma aumenta il divario tra grandi e piccole. Ne è un esempio l’Abruzzo dove, secondo il rapporto biennale Smart City Index 2018, tre capoluoghi di provincia su quattro occupano infatti una posizione nelle ultime 40 del ranking.

Nonostante tutti i capoluoghi di provincia abruzzesi eccetto L’Aquila facciano registrare dei miglioramenti in classifica generale rispetto al 2016, la situazione dell’Abruzzo è generalmente negativa. 

Nella classifica Chieti risulta 37esima in italia in vision e strategia, indietro invece in servizi (107° in italia in education) e smart economy (103° su 117 in pmi e startup). Pescara invece è 8° in italia in smart economy, con buoni risultati in economia digitale e digital work, decisamente indietro invece nei servizi, strato nel quale ricopre le ultime posizioni in education, turismo e cultura e sanità.

Teramo è nella top 30 generale in smart citizens, con una buona peformance specialmente in inquinamento (15° in italia), indietro in sensoristica, specialmente in smart grid e sensoristica stradale. L’Aquila segna una buona performance in smart economy, dal lato della domanda (economia digitale, pmi e startup). indietro in sensoristica ed infrastrutture.

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Smart City Index

Il rapporto di EY che analizza le 117 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture intelligenti e misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. Nel rapporto 2018 l’analisi è stata effettuata in base a quattro livelli: infrastrutture di rete, sensoristica, piattaforme dati, applicazioni mobili e web. 

Anche quest’anno il podio resta saldamente nelle mani delle grandi città del Nord Italia. Milano, grazie soprattutto alle sue infrastrutture di trasporto pubblico e alle sue piattaforme digitali, accelera e soppianta Bologna, in testa alla classifica 2016.

Torino spicca invece per la diffusione della banda larga fissa e mobile e per il trasporto pubblico esi colloca al secondo posto della classifica. Roma e Firenze migliorano la propria posizione, classificandosi rispettivamente settima e ottava.

Le città di media dimensione continuano il loro percorso di crescita: ben cinque di loro si trovano nelle prime dieci posizioni. In particolare, Modena, attraverso un percorso di ammodernamento delle infrastrutture e di sviluppo di piattaforme per l'erogazione dei servizi, guadagna la quarta posizione assoluta. Anche Trento, Bergamo, Parma e Brescia sono tra le prime dieci città più smart nella classifica generale. Da menzionare il forte progresso di alcune città del Sud, come Bari e Lecce che, grazie al significativo miglioramento nelle aree della sensoristica e delle piattaforme di servizi, salgono la prima dal 40° al 18° posto e la seconda dal 52° al 26° posto nella classifica generale.
 

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