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Due sindaci bocciano il piano di emergenza della Asl: "Aria fritta"

Sorpreso il dg Schael: "Penso che si tratti di un no politico". Invece sulla rete dell’emergenza si è trovata un’intesa

No dai sindaci di Lanciano e Vasto sul programma di investimenti proposto dalla direzione della Asl e sul bilancio di previsione 2020

 "Aria fritta" è stato definito dai sindaci Pupillo e Menna che hanno contestato i contenuti del bilancio, ritenuti penalizzanti per via della necessità di ridurre la perdita economica di 15 milioni di euro, riferita alla spesa per i farmaci e i dispositivi, beni e servizi e personale. Un giudizio positivo è stato espresso, invece, dal sindaco di Chieti Di Primio, presidente del Comitato ristretto.  

"Da parte dell’Azienda -  ha specificato la Asl - c’è il massimo impegno per mettere in atto misure di revisione della spesa senza penalizzare l’assistenza e impattare sulle garanzie di salute per i cittadini.  L’impegno sul risanamento dei conti e sulla salvaguardia dei servizi sarà comunque la carta giusta che la Asl potrà giocare con la Regione Abruzzo per ottenere 15 milioni di euro aggiuntivi destinati al finanziamento di altri investimenti".  

Sorpreso il direttore generale della Asl, Thomas Schael "per aver visto bocciato un piano di investimenti che destina al territorio più del 50% delle risorse. Penso che si tratti di un no politico - ha riferito - dato a prescindere dai contenuti dei nostri documenti. E mi spiace anche che i rappresentanti di 104 sindaci non abbiano accolto il mio appello, fatto in precedenza, a superare il campanilismo per ragionare in una logica di sistema sull’intera provincia".

Invece sul fronte dell’emergenza è stato trovato un punto d’incontro: la finalità è rendere un servizio di qualità e omogeneo, che dia le stesse garanzie ai cittadini delle aree interne e a quelli dei centri urbani. 

Allo studio del gruppo di lavoro Asl è una proposta che pone in capo alla Centrale operativa del 118 il ruolo fondamentale di effettuare il triage già alla chiamata, stabilendo il tipo di intervento e inviando il mezzo più idoneo, che si tratti di elisoccorso, ambulanza medicalizzata, o “india” con infermiere e autista, o auto medica. L’idea è di avere a disposizione un parco mezzi eterogeneo e mandare sul posto ciò che serve a seconda del caso da trattare. Si tratta, quindi, di rivedere i protocolli operativi del 118, passando prioritariamente per una formazione specifica del personale della centrale e delle équipe che salgono a bordo delle ambulanze. 

Un altro aspetto fondamentale è la verifica dei tempi di percorrenza per misurare il tempo necessario a prestare il soccorso e trasportare il paziente all’ospedale più attrezzato per trattare una determinata patologia. A tale proposito sarà effettuata una prima simulazione attraverso le mappe e poi, sul campo, a bordo delle ambulanze per ottenere un riscontro su strada ai tempi scaturiti dai calcoli su carta.

A bordo delle ambulanze per la verifica dei tempi potranno salire anche i sindaci, ai quali sarà sottoposto un documento di rimodulazione della rete di emergenza stilato a conclusione della fase preliminare, una volta strutturato il programma di formazione e pianificati i tempi di percorrenza.
 

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