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Lunedì, 27 Giugno 2022
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Sevel di Atessa, l'allarme della Fiom: "Non esiste un piano investimenti, lavoratori in difficoltà"

Il sindacato è intervenuto dopo in riferimento allo stabilimento di Atessa

"Siamo convinti che se non esiste un piano certo di investimenti per la Sevel, si aprirà un percorso che metterà in difficoltà le lavoratrici e i lavoratori". A dichiararlo è la Fiom Cgil Chieti in riferimento allo stabilimento di Atessa.

Il sindacato commenta l'intervento del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica (Copasir) che ha espresso un giudizio sul baricentro di controllo di Stellantis, il colosso automobilistico nato dalla fusione tra il gruppo francese Psa e quello italoamericano Fca "sbilanciato sul versante transalpino con ricadute già evidenti nel settore dell’indotto connesso con le linee di produzione degli stabilimenti italiani”. Secondo quanto riferisce un articolo del Corriere della Sera, la quota di Stellantis in mano allo Stato francese è pari al 6,5%, e non al 6,2%, come inizialmente annunciato in seguito alla fusione tra PSA e FCA, e se si somma l’8,5% della famiglia Peugeot il totale detenuto dagli azionisti francesi risulterebbe del 15%. Con il 14,4%, invece, Exor, la holding finanziaria controllata dalla famiglia Agnelli-Elkann, è il primo azionista singolo.

"Da quando abbiamo appreso la notizia della realizzazione di uno stabilimento gemello a Gliwice  - dice la Fiom - e da quando è avvenuta la fusione tra Fca e Psa, abbiamo iniziato ad analizzare le situazioni e ci siamo posti degli interrogativi sul futuro della Sevel e dell’indotto. Analizzata la situazione del nostro territorio e studiato cosa sta accadendo in Polonia, abbiamo iniziato a sollevare dei dubbi e delle domande legittime per capire cosa potrà accadere nei prossimi anni alle decine di migliaia di lavoratori che nella nostra regione lavorano nel settore dell’automotive e in particolare per Stellantis. In questi due anni siamo stati gli unici a fare assemblee con i lavoratori per spiegare i nostri dubbi e capire gli umori dei lavoratori".

La Fiom poi rivendica delle proposte. "Dopo esserci posti la domanda su come convincere Stellantis ad investire nel nostro territorio, abbiamo capito che il nuovo gruppo ha la necessità di avere un sistema di forniture efficienti. Per questo abbiamo chiesto alla Regione Abruzzo di attivare un accordo di programma che preveda un percorso che consenta alle imprese dell’indotto di poter fare degli investimenti per modernizzare i propri impianti, così come riteniamo fondamentale finanziare la formazione che consenta ai lavoratori di formarsi per approcciarsi alle nuove tecnologie, coscienti che la partenza di Gliwice metterà in competizione i due territori con una ricaduta diretta sui lavoratori dell’indotto e della Sevel, continueremo a chiedere interventi al fine di preservare e sviluppare l’occupazione nei nostri territori. Ora persino il Copasir si è reso conto del rischio che stiamo correndo come nazione e sta chiedendo di intervenire come da noi auspicato, speriamo che le altre sigle sindacali, la Regione e i parlamentari abruzzesi aprano una riflessione per poter condurre un percorso unitario a salvaguardia delle lavoratrici e dei lavoratori dei nostri territori".

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