Parte il servizio mensa a Lanciano: 1.600 pasti al giorno, gli alunni pranzano seduti al banco

Solo al comprensivo d'Annunzio è stato possibile conservare la sala refezione, non utilizzata per ricavare spazi dedicati alla didattica: posti fissi e divisori in plexiglass

Se a Chieti il servizio di refezione scolastica stenta a decollare, a Lanciano la mensa è ripartita mercoledì per tutte le scuole della città. I pasti erogati agli alunni che frequentano il tempo pieno sono 1.600 ogni giorno. 

In quest'anno scolastico così particolare, anche il momento del pasto è rivoluzionato. La maggior parte degli alunni non va in mensa, perché gli spazi destinati alla refezione sono stati trasformati in aule didattiche. Il pasto viene servito al banco.

"L’avvio - dice l’assessore alla Pubblica istruzione, Giacinto Verna - si è svolto senza criticità. In queste settimane, con i presidi, si è ragionato molto, fino ad abbandonare la soluzione del lunch box perché con il centro unico di cottura di Marcianese riusciamo a far arrivare cibi caldi e che conservano tutte le proprietà organolettiche. Il trasporto avviene in contenitori appositi e su mezzi idonei a garantire la tracciabilità degli alimenti. Il tutto di concerto e con la supervisione del Servizio di igiene degli alimenti e della nutrizione della Asl. La soluzione del lunch box è rimasta in via residuale per la scuola dell’infanzia di Villa Martelli e per le classi della primaria Olmo di Riccio, ospitate all’interno del liceo classico, dove mancano gli spazi per il personale delle cooperative che gestiscono il servizio".

In questo contesto fa eccezione l’istituto comprensivo D’Annunzio, nel quartiere Santa Rita. "Avendo spazi a sufficienza per la scuola in sicurezza, la direzione scolastica ha potuto conservare la sala refezione - evidenzia Verna - e si è adoperata per far mangiare gli alunni in sicurezza in uno spazio comune".

"Abbiamo investito parte dei fondi ricevuti dal ministero per l’acquisto di divisori in plexiglass per i tavoli della mensa - spiega la dirigente dell’istituto comprensivo D’Annunzio, Anna Di Nizio - per dare ai bambini, soprattutto a quelli più piccoli che frequentano il tempo pieno, la possibilità di muoversi dalla classe e anche per educarli al rispetto delle regole anti-Covid in ogni ambito. Non solo in aula, ma anche negli spostamenti all’interno dell’istituto e nel momento mensa, che è un momento di educazione alimentare che fa parte del tempo scuola. Il servizio mensa si svolge in tre turni, con una media di 40 alunni per volta. I posti sono fissi per ogni turno, così sappiamo dove sono posizionati i bambini e questo ci aiuta per il tracciamento dei contatti. Oggi, quindi, sperimentiamo questa soluzione, che è anche un’operazione educativa: anche a mensa i bambini devono abituarsi a stare in un certo modo e a mantenere il distanziamento quando non portano la mascherina".

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