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Sabato, 2 Luglio 2022
Attualità Guardiagrele

Il docente guardiese Sergio Paolo Diodato presenta a Napoli “Encausto sul legno”

Durante la conferenza al museo nazionale archeologico verrà esposto il percorso di ricerca effettuato dal professor Diodato

Il professor Sergio Paolo Diodato presenterà, domani, al museo nazionale archeologico di Napoli, il volume dal titolo “Encausto sul legno” con le sue scoperte sulle antiche tecniche pittoriche ad encausto. Nativo di Guardiagrele e residente a San Giovanni Teatino, Sergio Paolo Diodato è titolare della cattedra di Restauro dei dipinti su tela e su tavola all'Accademia di Belle Arti di Firenze. Le sue scoperte sull’encausto, antica tecnica pittorica che dà particolare lucentezza ai dipinti, sono state da lui esposte in due libri, frutto di molti anni di ricerca: “Encausto sul legno”, pubblicato nel 2021 e presentato al Salone Internazionale del Restauro di Ferrara il 10 giugno scorso ed “Encausto sul muro”, pubblicato in prima edizione nel 2014 e ristampato a marzo del 2021.

Quest’ultimo libro sarà presentato domani, mercoledì 22 giugno, alle ore 16, al museo nazionale archeologico di Napoli, con gli interventi del direttore del museo Paolo Giulierini, di Floriana Miele funzionario archeologo, Mario Pagano soprintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle province di Caserta e Benevento e Paola Del Vescovo storica dell’Arte e docente di Restauro pittorico all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Durante la conferenza verrà esposto, oltre alle nuove scoperte, il percorso di ricerca effettuato dal professor Diodato: analisi di spettri di fluorescenze a raggi X- XRF su antichi dipinti egizi; confronti e verifica degli ingredienti usati nelle botteghe medioevali; revisione di traduzioni dal greco e dal latino di fonti classiche; rilettura di Vitruvio, Ovidio, Plinio il Vecchio, Plutarco, San Cirillo d’Alessandria, Dionisio da Furnà; nonché riproduzione di attrezzi antichi, di procedimenti e colle desuete con cera punica.

Fino a oggi si era creduto che la lucentezza dei dipinti, realizzati con la tecnica dell’encausto usata nell’antichità, fosse ottenuta mescolando la cera fusa ai colori o stendendo la cera morbida con spatole sull’opera ultimata. Ma il cattedratico ha smentito tutto questo: “già nell’etimologia, dal greco ?γkαυστον-?γkα?ω euncauston-encaio, letteralmente “metto a fuoco” ovvero “brucio”, appare chiaro come il lemma nulla abbia a che fare con la cera” ha precisato il prof. Diodato.

“La tecnica dell’encausto, invece, consiste nel lucidare energicamente il dipinto già realizzato ad affresco sul muro o a tempera sul legno, “riscaldando” la superficie per sfregamento con appositi brunitoi, tra cui un particolare tipo di cestro, e non con fonti di calore esterno”.

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