"Chiudere le scuole prima di ulteriori casi positivi": la proposta dell'associazione vittime Covid

Hanno indirizzato una lettera all'ufficio scolastico regionale nella quale sostengono che "la chiusura delle attività di aula in scuole e università può fermare la corsa del Covid-19 ed evitare l'innescarsi di un terribile effetto a catena"

Chiudere le scuole prima di ulteriori casi positivi ed evitare l'innescarsi di un terribile effetto a catena. È la proposta dell'A.I.V.E.C. (associazione Italiana Vittime emergenza Covid 19) di adozione di misure per il contenimento del contagio del virus, inoltrata oggi via posta a Regione Abruzzo e ufficio scolastico regionale.

In considerazione dell'enorme aumento di contagiati (i nuovi casi in Italia sono quasi triplicati) e della proroga dello stato di emergenza al 31 gennaio 2021 e mentre continuano, dopo la riapertura, i casi di istituti costretti a chiudere a causa della positività degli allievi, l’associazione si chiede “per quale assurdo motivo bisogna attendere il riscontro del caso positivo per poi procedere alla chiusura di un plesso scolastico, se è quasi scientificamente certo che il contagio ci sarà” e si appella al principio di precauzione.

“Il cosiddetto principio di precauzione – scrive l'A.I.V.E.C. nella lettera indirizzata ai dirigenti regionali - impone che quando sussistono incertezze o un ragionevole dubbio riguardo all'esistenza o alla portata di rischi per la salute delle persone, possono essere adottate misure di protezione senza dover attendere che siano pienamente dimostrate l'effettiva esistenza e la gravità di tali rischi; l'attuazione del principio di precauzione comporta dunque che, ogni qual volta non siano conosciuti con certezza i rischi indotti da un'attività potenzialmente pericolosa, l'azione dei pubblici poteri debba tradursi in una prevenzione anticipata rispetto al consolidamento delle conoscenze scientifiche”.

Per questo motivo l’associazione vittime emergenza Covid si dice convinta che la chiusura delle attività di aula in scuole e università possa fermare la corsa del Covid-19. La stessa ricorda che dall’inizio delle lezioni, sul territorio nazionale, si è registrato almeno un contagio in oltre 900 scuole.

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“Non bisogna perdere tempo, tenendo in considerazione che il principio di precauzione potrà essere adottato in concreto anche mediante il prosieguo delle lezioni con l’uso di strumenti di didattica a distanza. Pur consapevoli che tali modalità determineranno dei sacrifici, è opportuno, in tale momento storico, dare precedenza al principio della salute. Un solo caso di contagio in ambiente scolastico – conclude la lettera - innesca un terribile effetto a catena dinanzi al quale le lacrime a posteriori versate serviranno a ben poco!”.
 

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