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Lunedì, 29 Novembre 2021
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Immissioni in ruolo del personale docente, Cgil Scuola: "A Chieti un posto su due è rimasto vacante"

Per la provincia di Chieti quasi un  terzo dei posti assegnati in ruolo è sul sostegno Oltre il 25% del personale docente nelle scuole è precario

La Cgil Scuola commenta i dati forniti dal ministero dell'Istruzione riguardanti le immissioni in ruolo del personale docente. "I numeri che emergono confermano le nostre analisi: oltre 200 posti sono rimasti non assegnati a livello provinciale.  Delle 385 assunzioni effettuate, un terzo sono contratti a tempo determinato che potranno essere confermati o meno a seconda della prova che i docenti dovranno tenere a fine anno. La quasi totalità delle assunzioni effettuate sono state fatte su posto di sostegno, anche grazie alla scelta di semplificare i requisiti per assumere nella prima fascia come fortemente voluto dalla Cgil".

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 Nonostante questo il sindacato sottolinea che "sono rimaste non assegnate tante cattedre  nella scuola secondaria di II grado, con ben 116 posti non coperti da contratti a tempo indeterminato. Oltre il 25% del personale docente nelle scuole della provincia è precario.Per la provincia di Chieti quasi un terzo dei posti assegnati in ruolo è sul sostegno (122 su 384). Si confermano tutte le previsioni della vigilia: il sistema di reclutamento del personale scolastico non funziona. Non si riescono a coprire i posti disponibili e vacanti perché le graduatorie sono spesso esaurite e i concorsi non vedono la luce. Il ricorso al personale precario diventa strutturale. Le politiche della formazione iniziale e del reclutamento sono passate nel dimenticatoio nell'azione di questo governo".

 Nei dati sulle immissioni in ruolo "colpisce la forte presenza di posti non assegnati nelle discipline di area scientifica, dove oltre al concorso straordinario 2020 è stata svolta anche la procedura ordinaria Stem con i quiz a risposta multipla. Un segno tangibile del fallimento di questo modello di reclutamento, che va cambiato in modo radicale, rimettendo al centro la formazione e il riconoscimento del valore dell’esperienza maturata dai precari".

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