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Ruspe per mettere in sicurezza le Gole di Fara San Martino, insorgono gli ambientalisti: "Montagna sfregiata" [FOTO]

Il coordinamento Tutela per le Vie Verdi d'Abruzzo accusa: "È come abbattere le colonne ai Fori Imperiali a Roma per far entrare più persone per evitare assembramenti"

L'intervento di sbancamento in corso alle Gole di Fara San Martino, nel Parco nazionale della Majella desta l'indignazione del coordinamento Tutela per le Vie Verdi d'Abruzzo, composto da diverse associazioni e operatori del turismo.

Lavori che il coordinamento definisce "clamorosi" e accusando: "È come abbattere le colonne ai Fori Imperiali a Roma per far entrare più persone per evitare assembramenti".

Nel sito Natura2000 per la UE e Geoparco Unesco, in questi giorni, stanno operando mezzi meccanici per demolire speroni rocciosi. Numerose le reazioni indignate degli amanti della montagna che, lamenta il coordinamento "vedono distruggere rocce di milioni di anni per far posto ad una scalinata addossata alla parete rocciosa". Il presidente del Parco Lucio Zazzara ha spiegato che si tratta di lavori di messa in sicurezza, per evitare la caduta dei massi, ma gli ambientalisti non ci stanno. 

"A questo punto - incalza il coordinamento Tu.Vi.Va. - anche il Corno Grande potrebbe essere capitozzato perché troppo impervio? Oppure potremmo farci direttamente delle scale mobili, se passa questo concetto. A parte il fatto che comunque il percorso resterà sotto una parete, così l'afflusso aumenterà anche con persone non equipaggiate per la montagna, aggravando i rischi di un ennesimo e malaugurato incidente per via del prevedibile maggiore afflusso di persone (senza contare che a questo punto gli enti saranno pienamente responsabili avendo volontariamente indirizzato su quel tracciato i visitatori). In ogni caso, sfregiare il bene per permetterne la fruizione è incredibile. Ci chiediamo come sia possibile, anche per l'impatto paesaggistico enorme di una dei più noti paesaggi appenninici, con le pareti bianche dello sbancamento recente, che un tale intervento possa aver visto l'autorizzazione della Soprintendenza, se esiste". 

Il coordinamento chiede anche "se esiste" la Valutazione di incidenza ambientale, atto obbligatorio. di competenza comunale. "Neanche il Parco la cita nel suo nulla osta nonostante la Valutazione - incalza Tu.Vi.Va. - derivante addirittura da direttive comunitarie, per granitica giurisprudenza debba ovviamente precedere qualsiasi decisione finale dell'ente. Infine - prosegue - la egge quadro sui Parchi vieta, senza possibilità di deroghe, l'alterazione del paesaggio e delle rocce di un Parco nazionale. Né il piano del Parco, pure richiamato nel nulla osta dell'ente, potrebbe superare queste sacrosante norme di tutela (a parte che non riusciamo a trovare un passaggio nel Piano del Parco che consenta tutto ciò). In generale - invita - serve sensibilità per conservare integro il nostro paesaggio millenario e non certo svilirlo con interventi così pesanti quando servirebbero servizi adeguati e una fruizione attenta e consapevole da parte di tutti, anche per prevenire per quanto possibile eventuali incidenti".

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