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Venerdì, 21 Gennaio 2022
Attualità Gissi

Dal Piano nazionale di ripresa e resilienza risorse per la sanità delle zone interne: Marsilio e Verì a Gissi

Rispetto alla grave problematica legata alla carenza di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta nell’alto vastese, il presidente ha investito l’assessore di portare la questione sui tavoli nazionali

Le criticità della sanità territoriale nell’alto vastese sono state al centro dell’incontro che il presidente della giunta regionale, Marco Marsilio, affiancato dall’assessore alla Salute Nicoletta Verì, e dal direttore generale della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, Thomas Schael, ha avuto a Gissi, nella sede del municipio, con i sindaci del comprensorio.

“Il Pnrr e, specificatamente, la missione 6, dedicata alla sanità - ha spiegato il presidente Marsilio – consente di individuare risorse da impegnare anche per rendere più funzionali le strutture sanitarie presenti sul territorio. Penso, ad esempio, alle case di comunità che garantiranno l’erogazione di diversi servizi anche attraverso la telemedicina e che prevedono in sede la presenza di equipe multiprofessionali composte da medici di medicina generale, specialisti e altre figure sanitarie. Questo è il modello di sanità che stiamo organizzando e che riguarderà anche il Presidio territoriale (Pta) di Gissi dove il piano strategico prevede, tra gli altri interventi, la realizzazione di una casa di comunità per un importo complessivo stimato di circa  un milione di euro”.

Rispetto alla grave problematica legata alla carenza di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta nell’alto vastese, Marsilio ha investito l’assessore Verì di portare la questione sui tavoli nazionali ribadendo “l’attenzione della Regione ad intraprendere ogni possibile iniziativa per fronteggiare al meglio un’emergenza che colpisce tutti i territori interni” .

A tal proposito, l’assessore Verì ha confermato intenzione di agire su tre binari paralleli per individuare una soluzione efficace in grado di tamponare la carenza di medici di medicina generale e di pediatri di libera scelta che si registra in alcune aree della regione: incentivi per quanti sceglieranno le sedi in zone disagiate, possibilità per gli studenti dei corsi di specializzazione in medicina generale di partecipare agli avvisi per la copertura delle carenze, istituzione di nuclei territoriali (sul modello Usca) su scala distrettuale da destinare ai centri in cui l’assistenza primaria, anche pediatrica, risulti carente e aperti alla partecipazione dei medici di medicina generale già operanti nell’area.

“Ci rendiamo benissimo conto dei disagi che si registrano soprattutto in alcuni territori dell’entroterra abruzzese scarsamente popolati ma si tratta – ha proseguito – di difficoltà comuni anche ad altre Regioni italiane con cui ci stiamo confrontando per individuare strategie efficaci anche se, come Regione Abruzzo, riteniamo di essere piuttosto avanti con il percorso. Non a caso, per lunedì 20 alle 13 – ha annunciato l’assessore Verí – ho convocato il tavolo delle organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale per delineare soluzioni tecniche per incentivare i medici medicina generale che decideranno di andare ad esercitare la professione nei piccoli centri”.

Il presidente Marsilio, per testimoniare l’attenzione della Regione nei confronti delle aree montane, ha ricordato la recente approvazione, in consiglio regionale, della legge contro lo spopolamento delle aree montane.

“Un intervento legislativo necessario – ha commentato – soprattutto alla luce del forte calo demografico subito dall’Abruzzo negli ultimi 15-20 anni che, purtroppo, ha fatto registrare percentuali doppie rispetto alla media nazionale toccando quasi il 2% e addirittura il 7% nelle aree montane. Puntiamo ad incentivare le nascite, sostenendo, con un contributo che può arrivare fino a 2500 euro, per tre anni, le famiglie che fanno figli, li adottano o li prendono in affidamento. Sono 161 – ha ricordato Marsilio – i Comuni interessati da questa misura che intende favorire anche il ritorno alla residenza o la permanenza e l’apertura di attività commerciali”. 

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