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Mercoledì, 17 Agosto 2022
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Sanità depotenziata, appello ai consiglieri comunali: "Sappiate mantenervi all’altezza dei superiori interessi di Chieti e della sua storia"

Le criticità del SS. Annunziata al centro del consiglio comunale straordinario di lunedì 27 giugno. L'intervento del comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti

A pochi giorni dal consiglio comunale straordinario sulla sanità teatina arriva l’appello comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti ai consiglieri per salvaguardare l’assetto del presidio ospedaliero.

  La convocazione per il 27 giugno di un consiglio comunale straordinario, esclusivamente dedicato alle problematiche della sanità cittadina, a detta del comitato “ suona come presa di coscienza di una situazione che si va aggravando di anno in anno nonostante i ripetuti impegni assunti, in grandissima parte finora rimasti sulla carta”.

“È vero che non poche sono le eccellenze che mantengono alto, anche a livello nazionale, il nome del ”SS. Annunziata” – osserva il portavoce Giampiero Perrotti - ma è altrettanto vero che non poche sono le criticità, da quelle strutturali del complesso alle carenze di organico e di strumentazioni (come non allibire davanti alla tac per i tumori piazzata su un camion?).Ma su eccellenze e carenze torna a incombere ora un pericolo che tutti gli altri supera: quello del temuto sottodimensionamento (o mancato potenziamento) del SS. Annunziata se dovessero passare le osservazioni ministeriali al piano regionale ospedaliero. Questo prevede quattro Dea di 1° livello (comprese le strutture che attengono alle discipline più complesse) per Chieti, L’Aquila, Pescara e Teramo e nessun Dea di 2° livello. Ma da Roma si insiste per un Dea di secondo livello che, stando a voci trapelate o messe in giro ad arte, dovrebbe essere quello di Pescara, con conseguente ridimensionamento di fatto degli altri nosocomi. Va ricordato che la precedente Giunta regionale, con delibera del 27 maggio 2017, aveva previsto un Dea funzionale di 2° livello Chieti-Pescara che rimase però sulla carta, al pari di un consimile Dea L’Aquila-Teramo”.

Se quanto temuto dovesse verificarsi, a detta del comitato cittadino “verrebbe messa a grave rischio la permanenza delle cliniche universitarie al SS. Annunziata la cui presenza, va ricordato, da sola darebbe, invece, allo stato attuale dei fatti titolo al nostro policlinico per aspirare a un Dea di 2° livello; in caso contrario le stesse finirebbero col prendere la strada del nosocomio pescarese innestando una serie di provvedimenti a cascata con il più che probabile trasloco, nel tempo, della facoltà di medicina, dei corsi di laurea per professioni sanitarie e delle scuole di specializzazione sulle rive dell’Adriatico. Una Facoltà, quella di Medicina, va inoltre ricordato, che se oggi esiste e può vantare livelli di alta considerazione a livello nazionale lo deve anche e soprattutto al Comune e alla Provincia di Chieti che ai tempi del Consorzio per la Libera Università affrontarono non pochi sacrifici finanziari per mantenerla in vita quando altri enti consortili scelsero di far venire meno le loro pur pattuite contribuzioni".

E ancora: “Il depotenziamento del Policlinico e l’eventuale perdita della Facoltà di Medicina per Chieti rappresenterebbero un vulnus gravissimo paragonabile a una pietra tombale su ogni residua speranza di una ripresa della nostra città e il venir meno di una delle limitate funzioni che ancora danno valore e sostanza al suo ruolo di capoluogo di provincia”. 
Il comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti ricorda di essersi battuto per la tutela dell’ospedale clinicizzato SS Annunziata, “fra i pochi capisaldi rimasti, unitamente all’Università, agli uffici giudiziari e ad alcune istituzioni amministrative, in una città che nel corso dell’ultimo mezzo secolo ha subito il collasso dell’area industriale, ha visto ridimensionata la sua identità di città a vocazione militare e ha perso uffici statali e regionali”.

Quindi l’appello ai consiglieri comunali, che nella seduta di lunedì saranno chiamati a confrontarsi su questo problema e sugli altri riguardanti la sanità teatina: “Mettete da parte le casacche dei rispettivi schieramenti partitici, superate le divisioni ideologiche e le sterili polemiche da campagna elettorale per trovare una linea comune in difesa della nostra collettività e delle sue esigenze che nel campo della sanità si identificano con quelle di un più ampio territorio. A voi l’appello a saper trovare quella stessa compattezza che le istituzioni di altre città di questa nostra regione hanno più volte mostrato di saper raggiungere quando sono stati messi in gioco le rispettive utilità. L’appello – conclude il coordinatore Perrotti - a sapersi mantenere all’altezza dei superiori interessi di Chieti e della sua storia".  
 

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