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Annullamento bollette "pazze": Aca invita i consiglieri comunale a un incontro, ma loro non lo sanno

La polemica con l'azienda acquedottistica scaturisce dalla mancata partecipazione a una riunione sull'ordine del giorno approvato dal consiglio, ma i diretti interessati non ne sapevano nulla

Nessun invito alla riunione con Aca, sebbene la convocazione "con urgenza", esplicitamente indirizzata al sindaco Diego Ferrara e al consiglio comunale, riguardasse l'ordine del giorno approvato in aula il 12 marzo scorso. 

È quanto accaduto nelle scorse settimane, con un invito dell'azienda acquedottistica mirato a mettere fine alle frizioni con l'assise civica teatina. Purtroppo, però, quell'invito non è mai arrivato ai diretti interessati, che non sono stati neppure informati in seguito alla riunione. E, ora, il caso politico rischia di farsi scottante. 

Com'è noto, infatti, un mese fa, il consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno sulle presunte bollette "pazze", presentato dal consigliere Giampiero Riccardo (Chieti Viva) e poi sottoscritto anche dai gruppi di maggioranza. 

Qualche giorno dopo, il 29 marzo, lo stesso Riccardo, insieme a Maurizio Costa (Forza Chieti) e Bruno Di Iorio (Di Iorio sindaco), presenta invece una mozione, che chiede all'Aca di annullare le bollette salate, con consumi più vecchi dell'ultimo trimestre, trovando una soluzione per rateizzarli.

Ma fra questi due avvenimenti c'è l'invito di Aca a un incontro virtuale di cui i promotori dell'ordine del giorno e della mozione, né gli altri consiglieri hanno mai saputo nulla. 

È il 22 marzo quando Aca indirizza l'invito al sindaco e al consiglio per una riunione "in riferimento all'ordine del giorno approvato", da tenersi il 25 marzo. A quell'incontro, precedente rispetto alla mozione, avrebbero partecipato solo il primo cittadino Diego Ferrara, il presidente del consiglio comunale Luigi Febo e l'assessore Enrico Raimondi. 

Così, pochi giorni dopo la richiesta di annullare le bollette salate, Aca insorge, accusando i consiglieri promotori di essere stati "assenti negli opportuni tavoli di confronto". Ne nasce un piccato botta e risposta con il consigliere Riccardo, che precisa: "Non siamo mai stati coinvolti". 

E, ora, si scopre che Aca aveva invitato ufficialmente e "con urgenza" i diretti interessati, ma a loro insaputa.

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