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Il ricorso del Governo contro l'ordinanza di Marsilio: "La zona rossa scade venerdì"

Il ricorso urgente per chiedere l'annullamento dell'ordinanza regionale è stato depositato ieri tramite l'Avvocatura distrettuale dello Stato

"Le misure ampliative introdotte dalla Regione Abruzzo anticipando gli effetti o gli eventuali e, al momento non ancora adottati, provvedimenti di riclassificazione della Regione da zona rossa a zona arancione rischiano nell'attuale, delicato, contesto di portare ad un improvvisa impennata della curva dei contagi e gravissime e incalcolabili conseguenze nella salute delle persone e per la tenuta dei sistemi sanitari regionali".  

È uno dei passaggi del ricorso presentato al Tar dell'Aquila dall’avvocatura di Stato per conto del premier Giuseppe Conte e del Ministero della salute per chiedere l'annullamento dell’ordinanza con cui il presidente della Regione, Marco Marsilio, dallo scorso 7 dicembre ha cancellato la zona rossa reintroducendo quella arancione. 

Nella diffida inviata alla Regione dal ministro delle Regioni Francesco Boccia si parlava di ritorno dell’Abruzzo in zona arancione non prima del 9 dicembre. L’Abruzzo da mercoledì 18 novembre era finito in zona rossa dopo una decisione dello stesso governatore dovuta alla drammatica impennata di contagi.

Ma secondo il governo,

"posto che il 27 novembre la cabina di regia ha accertato per la prima volta la riduzione dello scenario epidemico condizione poi confermata dal monitoraggio del 4 dicembre, il periodo di 14 giorni era destinato a perfezionarsi non prima dell'11 dicembre".

Il ricorso urgente è stato depositato ieri con la richiesta di decreto presidenziale inaudita altera parte, cioè senza ascoltare la Regione Abruzzo. Il documento è nella mani del presidente del Tar che potrebbe decidere con un "decreto di inaudita altera parte", senza andare in Camera di consiglio quindi senza fissare la udienza, di concedere o meno la sospensiva.

Il pronunciamento è atteso a breve.
 

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