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Alla villa comunale piantato un albero in memoria di Attilio Romanò

Comune di Chieti e Libera per la XXVI Giornata dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie: “Un gesto simbolico per dare valore e vedere crescere il seme della memoria”

Comune di Chieti e Libera insieme per la XXVI Giornata dell'Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Diverse le iniziative che hanno scandito quest’ultimo fine settimana: l’ultima stamane, alla villa comunale, dove è stato messo a dimora un leccio, divenuto simbolicamente l’albero di Attilio, l’imprenditore napoletano ucciso alla camorra per sbaglio di persona a 29 anni nel suo negozio. C’erano il sindaco Diego Ferrara e l’assessore all’Ambiente Chiara Zappalorto con Gilda Pescara, del presidio cittadino di Libera e il consigliere comunale Paride Paci.

“Abbiamo voluto che la presenza del Comune fosse chiara e forte accanto a Libera nella lotta per la legalità che da sempre l’associazione intraprende con le sue iniziative – così il sindaco Diego Ferrara e l’assessore Chiara Zappalorto – ogni giorno portiamo avanti un lavoro a favore della comunità, che è attraversato dal valore della legalità nel rendere trasparente e utile l’azione amministrativa, nel risolvere i problemi e non farli divenire un costo per la cittadinanza, nel dare ascolto e risposte, perché nessuno resti indietro”.

L'aver messo a dimora un leccio è un modo per sottolineare anche un impegno per tutelare la città da chi commette reati. “Contiamo di aggiungere tanti altri esemplari di alberi su tutto il nostro territorio – aggiunge Zappalorto -  e di chiamare i cittadini a condividere, insieme, una gestione partecipata del verde, dei parchi, della cosa pubblica, per dare alla nostra Chieti un nuovo futuro fatto di storia, di responsabilità, impegno e della valorizzazione del bene comune”.

Ieri invece le altre due iniziative: le lettura dei nomi delle vite interrotte dalla mafia ai tempietti romani, al centro polifunzionale del Villaggio Celdit e al piccolo teatro dello Scalo, in serata invece nomi e volti sono stati impressi sulla facciata del teatro Marrucino.
 

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