Il centro Rosa Blu dell'Anffas riapre dopo 6 mesi: ripartono le attività in sicurezza

Finalmente la struttura di Chieti Scalo può tornare ad accogliere i ragazzi e le loro famiglie, seguiti in questo periodo da uno speciale progetto telefonico

Una data attesa da mesi quando all'improvviso, a marzo, la pandemia aveva obbligo l'Anffas a chiudere il centro diurno Rosa Blu. Ieri (martedì 15 settembre), finalmente, i cancelli della sede di via Orsogna 4 si sono riaperti, per accogliere i ragazzi e le loro famiglie.

In questo periodo, i fruitori del centro Rosa Blu sono rimasti a casa, supportati dal progetto Il filo verde, una chat telefonica che si è rivelata un ascolto attivo e propositivo fondamentale per tenere unito il gruppo e confortare i familiari. "Un’iniziativa fondamentale - commenta la neo presidente Erika Toto - che ha permesso di accorciare le distanze nonostante la lontananza fatta di mancanze, di isolamento, di timori, di abbracci mancati".

Proprio la nuova presidente, dopo aver superato ostacoli di natura burocratica e dopo aver adeguato il centro Rosa Blu alle misure anti Covid, ieri ha spalancato le porte ai ragazzi speciali che da anni frequentano la struttura.

“Un nuovo inizio non privo di difficoltà - commenta - ma l’amore, la condivisione, la sinergia e la volontà consentiranno alla nostra associazione di non arrendersi e di proseguire con rinnovata speranza e positività le attività finalizzate al raggiungimento degli obiettivi prefissati. A tal fine confidiamo nel supporto, che non è mai mancato nel passato, delle autorità, degli amministratori pubblici e di tutta la cittadinanza”.

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Inizialmente il centro sarà frequentato da un gruppo di ragazzi al mattino e uno nel pomeriggio. Tutti saranno assistiti e accuditi nel pieno rispetto delle misure di prevenzione anti Covid che dovranno tutelare anche il personale che nelle scorse settimane ha frequentato appositi corsi di formazione.

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