menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Regolamento antenne e 5G, il Wwf ribadisce: "Prima di tutto la salute dei cittadini"

Il Comune di Chieti davanti al Tar dopo un ricorso della Tim che ne contesta alcuni passaggi del regolamento approvato all'unanimità

Il Wwf Chieti-Pescara torna a occuparsi del 5G dopo che il Comune di Chieti, che ha approvato il regolamento antenne all’unanimità, è stato chiamato a difenderlo di fronte al Tar per via di un ricorso della Tim che ne contesta alcuni passaggi, a cominciare proprio dalla norma cautelare che vieta i 5G sino a quando non ne sia provata l’innocuità per i cittadini.

"È il caso di ricordare che la tecnologia 5G utilizzerà frequenze più elevate e onde millimetriche, oltre alle microonde oggi impiegate per le telecomunicazioni di seconda, terza e quarta generazione. Una differenza sostanziale: il 5G ha copertura limitata ed è soggetta a interferenze causate da muri, alberi e, pare, persino dalla pioggia. Quindi, perché possa funzionare a dovere - ricordano dal Wwf -  ha bisogno di antenne sì molto più piccole, ma assai numerose, addirittura 800 stazioni base per chilometro quadrato: microcelle con un raggio di azione di 20 metri contro le macrocelle da 2-15 km delle tecnologie 3 e 4G. La conseguenza pratica è che la popolazione e l’ambiente saranno costantemente esposti, senza che ci sia ad oggi alcuna certezza sulla innocuità delle radiazioni emesse da questo spettro di banda".

Il regolamento antenne e 5G continua a tenere banco a Chieti mentre centinaia di scienziati da tutto il mondo chiedono una moratoria sulla nuova tecnologia sino a quando non si chiariranno i rischi. Il Wwf abruzzese invoca il principio di precauzione: "Prima di tutto la salute dei cittadini. Numerose ricerche non sponsorizzate invitano alla prudenza nell’uso dei telefonini mentre una ampia parte della comunità scientifica, e in particolare quella del settore medico, teme impatti negativi legati all’aumento di esposizione connesso al 5G. Gli appelli alle Nazioni Unite (2015) e all’Unione europea (2017) - conclude - per una moratoria sul 5G fino a quando studi indipendenti non abbiamo chiarito i rischi potenziali per la salute è per l’ambiente sono stati sinora firmati da oltre 260 scienziati di tutto il mondo",

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Attualità

È morto il notaio Giuseppe Tragnone: aveva 70 anni

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

ChietiToday è in caricamento