Venerdì, 19 Luglio 2024
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Raddoppio ferrovia Pescara-Roma, il sindaco di San Giovanni Teatino: "Favorevoli ma senza deturpare il territorio"

Giorgio Di Clemente sabato scorso ha partecipato all'incontro con il comitato Comferr. Per la deputata Torto il governo e la Regione "devono fare chiarezza"

"Un’opera importantissima da un punto di vista strategico e di crescita, ma che può essere realizzata senza deturpare e dividere i territori interessati".

Questo il commento del sindaco di San Giovanni Teatino, Giorgio Di Clemente dopo l'incontro convocato dal comitato Comferr presieduto dall'ex consigliere comunale Gianni Di Labio sulla questione del raddoppio ferroviario Pescara-Roma.

L'incontro dal quale però si erano detto contrari i comitati FerroVIA Chieti Scalo, No Variante Mulino, Comitato Cittadini di Alanno, Comitato No Ferrovia Si Strada Verde ha visto la presenza di esponenti politici abruzzesi e dei Comuni interessati.

“Siamo qui tutti insieme, compatti, a difesa di una realtà che Rfi ha deciso di trasformare e deturpare con un’opera pubblica, sicuramente di grande valore, ma che non puo’ essere realizzata senza il rispetto di cittadini e ambiente. È importante sapere che anche i nostri rappresentati politici, a livello nazionale e regionale, hanno compreso l’impatto negativo di questo progetto così come previsto da ferrovie ed i danni strutturali e ambientali che questo porterebbe con sé e che stanno scendendo al nostro fianco per sostenere un unico fronte contro la scelleratezza e il non ascolto di quanto da noi tutti ribadito infinite volte. San Giovanni Teatino continuerà a lottare fino alla fine".

Per il sindaco "dopo essere stata tagliata a fette dalla lottizzazione del Consorzio che sta vincolando ancora oggi lo sviluppo del territorio; condizionata dall’asse attrezzato che ha creato una sorta di barriera, con espropri ad oggi non ancora pagati; condizionata da un aeroporto che sta per prendersi altri 400 metri  per allungare la pista oltre i confini, con una decisione tra l’altro presa dall’alto senza essere stati interpellati e senza aver magari  preventivato e progettato  un collegamento diretto tra aereporto e asse attrezzato che  solleverebbe il nostro territorio  da un inquinamento ambientale già ormai al limite e darebbe  una sicurezza nella viabilità, che è al collasso. Dopo tutto questo non possiamo abbassare la guardia e permettere che anche la ferrovia divida e distrugga la nostra amata città. I tecnici da noi incaricati per il progetto alternativo dell’opera, l'avvocato Francesco Vetrò e l'ingegnere Ivo Vanzi , stanno portando avanti il lavoro che sarà presentato presto alla cittadinanza. Combatteremo fino alla fine, er il bene di San Giovanni Teatino, per il bene di tutti noi cittadini”.

Sulla questione la deputata bucchianichese del Movimento 5 Stelle, Daniela Torto se la prende con il governo e la Regione. “Ciò che sta accadendo sul progetto per il raddoppio della ferrovia Pescara-Roma è inaccettabile. Da una parte ci sono le comunità locali e i sindaci dei Comuni di San Giovanni Teatino, Chieti e Manoppello che sono giustamente preoccupati per le ricadute che questa opera, così com'è concepita, potrebbe avere sul territorio. Dall’altra c'è un ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e un governatore regionale, Marco Marsilio, che stanno giocando con le paure dei cittadini, senza prendere una decisione. A questo punto pretendiamo chiarezza. Marsilio e Salvini ci dicano chiaramente cosa vogliono fare. Per come si sta sviluppando la situazione, l'opera a mio avviso non si farà non per scelta politica ma per incapacità di questo centrodestra che riuscirà nell'impresa di far perdere i soldi al nostro Abruzzo e contemporaneamente a bloccare quelle realtá economiche che stanno attendendo una decisione, qualsiasi essa sia, per conoscere il proprio destino”.

Per Torto "non è possibile che si schierino dalla parte delle comunità che si oppongono agli espropri conseguenti all’opera ma poi, nei tavoli di confronto con chi è favorevole ai lavori, si dichiarino essi stessi favorevoli a proseguire senza modificare nei fatti l’attuale progetto. Questo atteggiamento contraddittorio è inutile e pericoloso. Non si può dire una cosa e poi l’esatto contrario a secondo delle convenienze del momento, un ministro e un governatore di Regione sono chiamati a prendere delle decisioni! Per questo ho presentato un’interrogazione parlamentare: governo e Regione ci dicano ora se stanno dalla parte dei cittadini o vogliono spingere per la realizzazione dell'opera così com'è e chiariscano una volta per tutte come vogliono procedere. Durante l’incontro di sabato tenutosi con il comitato Comfer io ho ribadito la mia posizione, che è sempre la stessa: resto dalla parte dei cittadini, delle comunità locali e dei sindaci che vogliono avere risposte ed essere rassicurati e continuerò a battermi per questo. Ogni opera, anche se é importante, non può e non deve ferire il territorio”.

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