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Raddoppio ferrovia, i comitati di cittadini contro Marsilio alla vigilia dell'incontro: "Delusione per le sue dichiarazioni"

Il presidente della Regione è intervenuto alla trasmissione Mi manda Rai3 dedicata al progetto dell'alta velocità Pescara-Roma

È scompiglio fra i comitati cittadini contrari all'attuale progetto dell'alta velocità Pescara-Roma, per le dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente della Regione Marco Marsilio alla trasmissione "Mi manda Rai3". Il programma ha dedicato un ampio servizio al progetto di raddoppio ferroviario intervistando, fra gli altri, anche il sindaco di Chieti Diego Ferrara.

Ma l'intervento di Marsilio, proprio alla vigilia dell'incontro con i comitati ComFerr e FerroVia Chieti Scalo in programma domani, non è piaciuto a chi, da mesi, chiede di non sacrificare abitazioni e attività commerciali all'alta velocità. 

Ai microfoni di Rai3, il presidente ha precisato che rinunciare al progetto, oltre che perdere i fondi, renderebbe "meno competitivo il territorio e le nostre aziende. Cercheremo di avere il minimo impatto sul territorio, ma dobbiamo avere la barra dritta: qui il treno deve arrivare". 

In una nota, il presidente del comitato intercomunale sulla velocizzazione della linea Pescara-Roma, Antonio Bianchi, esprime "disaccordo e disappunto" per il servizio dal titolo "Questo treno non s'ha da fare", che ritiene fuorviante rispetto alla posizione espressa.

"Questo comitato - si ribadisce in una nota - non ha mai contestato nelle proprie prese di posizione ufficiali, e neppure intende farlo ora, né la liceità né l'utilità dell'infrastruttura, contestando solamente la soluzione progettata circa il raddoppio della linea esistente nella tratta Interporto-Scafa, di cui propone lo spostamento nella sede prevista già in altri progetti/studi di fattibilità precedentemente prodotti da Rfi".

In più, il presidente del comitato Bianchi contesta che alla presenza del presidente Marsilio non sia stata contrapposta una controparte.

"Delusione" nei confronti dell'intervento di Marsilio arriva anche dal comitato FerroVia ChietiScalo, che lo ha scritto nero su bianco in una nota inviata al diretto interessato e ai sindaci di Chieti, San Giovanni Teatino, Manoppello, Alanno e Scafa. 

Nel documento, la presidente Paola Sablone e la vice Natascia Di Giandomenico illustrano "le violazioni e le carenze progettuali del Progetto dello Studio di fattibilita? economica e del Progetto definitivo, posti in essere da Rfi per la realizzazione del doppio binario della tratta ferroviaria Roma-Pescara, tuttavia, ignorate ad oggi, dalla Regione Abruzzo".

In primis, evidenziano che "il progetto di fattibilita? tecnica ed economica presentato da Rfi omette di individuare, tra piu? soluzioni, quella che presenterebbe il miglior rapporto tra costi e benefici per la collettivita?".

Accusano poi di "carenze progettuali in merito agli impatti ambientali e sulla salute umana e sicurezza". L'assunto parte dalla considerazione che gran parte degli edifici da demolire per il raddoppio della ferrovia risalgono agli anni Sessanta o Settanta e, dunque, "potrebbero presentare eternit sotto forma di lastre e pannelli per coperture o pareti divisorie, nei tubi e nelle canne fumarie nei pavimenti, nei serbatoi di acqua". In più, accusano, nella relazione tecnica del progetto "non vi è accenno al piano di smaltimento dell’amianto, ne? vi e? traccia di un censimento che permetta in questa fase di distinguere gli immobili con amianto da quelli senza amianto. Invero, il progetto prevede la demolizione non selettiva dei fabbricati e il successivo trasporto delle macerie presso le aree di stoccaggio". 

Com'è noto, l'amianto è un materiale nocivo e, paventa il comitato, il deposito a cielo aperto potrebbe causare la dispersione delle fibre nell'area, con un concreto pericolo per la salute pubblica. Le aree di stoccaggio individuate a Chieti Scalo sono quattro, ubicate in un perimetro circoscritto in poche centinaia di metri e uno di questa è in via Piaggio, a circa 100 metri dalla facoltà di Scienze Motorie dell'università d'Annunzio e dal liceo artistico Nicola da Guardiagrele, nonché a poche centinaia di metri da un asilo nido e una scuola elementare. "A cio? - spiega il comitato FerroVia - va aggiunto che le aree di stoccaggio e il territorio di localizzazione dell’opera in progetto (Chieti Scalo, via Zittola, via Erasmo Piaggio, località San Martino) si sviluppano in corrispondenza del Sito di interesse regionale di Chieti Scalo. Il Sir e? un'area in cui e? stata accertata la presenza di contaminanti nelle acque sotterranee a causa della presenza di discariche di rifiuti dismesse". 

Si contesta a Rfi di non aver "offerto alcuna indagine di qualita? ambientale circa eventuali interferenze tra l’opera e il Sir, ma ha preferito limitarsi ad asserire che in termini generali, i siti contaminati non rappresenterebbero una potenziale criticita? dal punto di vista degli effetti ambientali, pur riconoscendo la necessita? di approfondire eventuali interferenze, verosimilmente, in corso di realizzazione dell’opera; interferenze che, invece, obbligatoriamente, avrebbero dovuto essere oggetto di indagine gia? nella predisposizione del progetto di fattibilita? e definitivo. Ne deriva che allo stato attuale, laddove l’opera del raddoppio ferroviario della tratta Chieti Scalo dovesse essere autorizzata, andra?, certamente, pregiudicare ed interferire con l’esecuzione e il completamento della bonifica dell’area Sir". 

Dito puntato anche contro inquinamento acustico e vibrazioni inevitabili in tutte le aree interessate dal tracciato. Per Sablone e Di Giandomenico, "gli interventi di mitigazione dell’inquinamento acustico proposti da Rfi sono inadeguati e inidonei a garantire i limiti di legge". A questo si aggiunge il prevedibile "deprezzamento che gli edifici subiranno per effetto delle carenze igienico-sanitarie, per una evidente limitazione d’uso".

Sul fronte della salute, il documento stilato dal comitato FerroVia sottolinea che nelle province di Chieti e Pescara "tumori maligni della trachea e bronchi sono sopra la media regionale; idecessi avvenuti per malattie del sistema circolatorio, ischemiche ed circolatori dell’encefalo sono sopra i livelli nazionale, i decessi avvenuti per malattie del sistema nervoso sono sopra i livelli nazionali; le ospedalizzazioni per malattie del sistema circolatorio e del disturbo dell’encefalo e del sistema nervoso sono sopra i livelli nazionale". Inoltre, per quanto riguarda i decessi legati a malattie dell'apparato respiratorio, la provincia di Chieti e? sopra i livelli nazionali.

"Gli abitanti di Chieti Scalo - è la conclusione - oltre a subire i danni alla salute, dovranno subire gravi danni patrimoniali a causa non solo delle demolizioni, espropriazioni, occupazioni temporanee durante la realizzazione dell’opera, ma anche a causa del deprezzamento del valore di mercato che gli immobili, certamente, subiranno. A cio? va aggiunto che le demolizioni comporteranno per la citta? di Chieti un decentramento urbano, oltre ad una diminuzione dei servizi essenziali ed una, conseguenziale, diminuzione demografica. Per le anzidette ragioni - concludono presidente e vice del comitato FerroVia Chieti Scalo - respingiamo con fermezza, sin da ora, ogni azione, intenzione, persuasione atta a promuovere l’attuale progetto di Rfi, da qualsiasi amministrazione provenga".

Sul progetto dell'alta velocità interviene anche il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Vincenzo D'Incecco, che si mostra dalla parte del comitato.

"Il nuovo tracciato della ferrovia - dice - è certamente un’opera necessaria per migliorare le infrastrutture e i collegamenti che a oggi non favoriscono e non inducono all’uso del treno per ovvie ragioni. Ma questo progetto non può prescindere dalla volontà di un territorio che si vede venir privato di abitazioni e strutture esistenti per raggiungere un obiettivo tracciato su carta. Quando si parla di progetto da modificare come dal Comferr si suggerisce, ho verificato sul posto che non c'è volontà di contrapposizione, ma volontà di partecipazione dei cittadini della Valpescara a effettuare un migliore progetto fatto di proposte che non stravolgeranno l'attuale assetto urbanistico e sociale delle comunità coinvolte".

"Quando si parla di abbattere case - aggiunge - non stiamo parlando solo di cemento e mattoni: parliamo della storia di una famiglia, di affetti, di ricordi che vengono spazzati via. Non ci sarà ristoro, non ci sarà alcun tipo di rimborso che potrà restituire il valore sentimentale, emozionale e di sacrificio che è intorno a un’abitazione. Mi preme inoltre sottolineare che le proposte alternative che mi sono state esposte sono assolutamente razionali e opportune che nessun ostacolo di tipo ambientale, logistico, normativo, economico e viario potrebbe essere sollevato da Rfi nell'incontro decisivo del 9 febbraio".

Il video di Mi manda Rai 3 del 6 febbraio 2022

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