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Cresce del 5 per cento la raccolta differenziata in Abruzzo, Chieti supera tutti i target

Tra i dati riportati nel report 2023 dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) emerge il fatto che, rispetto al 2018, oggi in regione si producono circa 30mila tonnellate di rifiuti in meno ogni anno

“Sin dal mio insediamento in giunta, ho ritenuto che i rifiuti fossero un’opportunità per valorizzare il nostro territorio e oggi, leggendo i dati rilasciati dall'Ispra, è possibile notare in modo obiettivo come il trend è stato più che positivo, con un aumento di 5 punti percentuali della raccolta differenziata su tutto il territorio regionale: si è infatti passati dal 59,6 per cento del 2018 al 64,5 per cento di oggi". È il commento dell'assessore regionale all'Ambiente Nicola Campitelli, che tra i dati riportati nel report 2023 dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) rileva anche il fatto che, rispetto al 2018, oggi in regione si producono circa 30mila tonnellate di rifiuti in meno ogni anno.

“Questo significa che l’Abruzzo ha iniziato, con il nostro governo regionale, una graduale indipendenza dalle discariche. Questi dati sono il frutto di lavoro anni di lavoro razionale, di idee concretizzate e di finanziamenti trovati, come gli 89 milioni di euro per impianti a sostegno di un economia circolare, che hanno fatto dell’Abruzzo una Regione all’avanguardia sul tema. Pragmatismo e visione sono le parole chiave del Governo di centrodestra di Marco Marsilio”, conclude.

Chieti supera il target richiesto

Nello specifico, guardando i dati pubblicati, si è passati dalle 603mila 838 tonnellate di rifiuti prodotti nel 2018, ai 577mila 428 prodotti nel 2022. Per quanto riguarda la produzione pro capite di rifiuti urbani, se nel 2018 se ne producevano ogni anno 464,3 chili, nel 2022 il calo si è attestato a 454,7 chili.

Non ancora centrato l'obiettivo previsto dalla legge che vuole la raccolta differenziata sul territorio al 65 per cento, ma quel 64,5 raggiunto la colloca tra quelle prossime al traguardo: sono 11 le regioni italiane che hanno una media (del 65,2) sopra la soglia richiesta.

Guardando alle singole province e con il solo riferimento alla produzione e raccolta differenziata dei rifiuti urbani, si nota come Pescara sia quella meno virtuosa con 460,7 chili di rifiuti prodotti e una differenziata al 53,8 per cento: percentuale comunque salita di più del 5 per cento rispetto al 47,1 del 2018. Su tutti c'è Chieti che supera ampiamente il target richiesto con il suo 74,3 per cento, così come raggiunge l'obiettivo Teramo al 66,1 per cento. L'Aquila è al 62,3 per cento.

Per quanto riguarda il trattamento dei rifiuti organici a livello regionale, la Lombardia si conferma leader con 1,6 milioni di tonnellate di rifiuti smaltiti che rappresentano il 23,6 per cento del totale nazionale. L'Abruzzo in questo senso non va di certo bene, ma da quel che sembra emergere ha un peso in questo senso anche il numero degli impianti presenti sul territorio. La nostra regione è sotto il 3,6 per cento. La regione è comunque tra quelle dove si prevede l'avvio di altri impianti di nuova costruzione o derivata dalla riconversione da trattamento aerobico a trattamento integrato, la maggior parte dei quali dotati della tecnologia di produzione di biometano (con l'Abruzzo ci sono Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Emilia-Romagna, Campania, Puglia e Sardegna”.

La quantità autorizzata di compostaggio rifiuti in Abruzzo (per i cinque impianti) è stata nel 2022 di 196mila 650 tonnellate con 155mila 15 tonnellate di rifiuti trattati: il compostaggio ha riguardato quasi interamente i rifiuti organici della differenziata che segnano una riduzione del 13,5 per cento. L'assenza di un impianto di trattamento integrato anaerobico-aerobico (che si dovrebbe realizzare nell'aquilano) fa pero sì che rispetto al 2021 in Abruzzo c'è stato una aumento del 33,5 (15mila tonnellate) per cento delle quote di rifiuti destinate al trattamento in altre regioni: il totale delle quote di rifiuti organici avviate a trattamento fuori regione sono di circa 60mila tonnellate.

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