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Mercoledì, 18 Maggio 2022
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"In provincia di Chieti mancano medici": l'Uncem lancia un appello alla Regione

Unione nazionale comuni comunità enti montani interviene sulla situazione sanitaria abruzzese

“La Regione mentre da un lato sta procedendo alla pianificazione, all’individuazione e al finanziamento delle 'Case della Comunità' e degli 'Ospedali di Comunità', non muove un dito per individuare le risorse economiche necessarie al loro funzionamento al fine di renderle modello assistenziale-organizzativo concreto per un’assistenza di prossimità efficace”.

A denunciare la situazione sono la Federazione italiana medici di medicina generale, con il segretario regionale Franco Pagano, e dell’Unione nazionale comuni comunità enti montani con il presidente regionale, Lorenzo Berardinetti.

“Il 73% dei Comuni della provincia dell’Aquila ha una densità abitativa inferiore a 50 abitanti per chilometro quadrato e il 58% di essi ha meno di mille residenti - fanno sapere Fimmg e Uncem - analoga è la situazione della provincia di Chieti con il 45% dei Comuni con meno di 1.000 residenti e il 46% con una densità abitativa inferiore a 50 abitanti per chilometro quadrato. Scenario reso più difficile dalla distanza dai grossi centri urbani e da una rete di comunicazione viaria spesso impervia e fatiscente. Mentre in tutte le altre regioni si è assistito, anche se in maniera difforme, al potenziamento della medicina territoriale, l’Abruzzo non solo non ha incrementato negli anni il finanziamento per l’assistenza primaria, per la continuità assistenziale e per la Pediatria di libera scelta, ma dal 2010 ha proceduto a sistematici tagli della spesa destinata a questi settori. La contestuale riforma della rete ospedaliera con la chiusura di strutture e riduzione di posti letto con trasferimento sul territorio della gestione di numerose patologie, soprattutto croniche, ha reso ancora più difficile e gravoso il compito dell’assistenza primaria".

Secondo Fimmg e Uncem "la scarsità di risorse, la carenza di medici, frutto di una miope programmazione, la disincentivazione dei nostri giovani neolaureati a optare per l’assistenza territoriale impone nella nostra Regione una profonda riflessione. Riflessione oggi più che mai urgente e non più procrastinabile a che i fondi del piano nazionale di ripresa e resilienza diventino opportunità di un vero investimento programmatico”.

La Federazione italiana medici di medicina generale e l’Unione nazionale comuni comunità enti montani terranno martedì 8 marzo nel palazzo della Provincia un primo incontro per un approfondimento congiunto dell’attuale condizione dell’assistenza territoriale e in particolare della Medicina generale e per individuare iniziative e proposte comuni da sottoporre al Governo e al consiglio regionale.

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