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Venerdì, 3 Dicembre 2021
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Gli studenti del Savoia tornano a protestare per il trasporto pubblico: "La Panoramica non vuole incontrarci"

I rappresentanti hanno consegnato all'azienda Tua un elenco con tutte le criticità riscontrate: mezzi troppo affollati, orari che non coincidono con gli orari di ingresso e uscita da scuola

Tornano a protestare per i disagi legati al trasporto pubblico gli studenti dell'istituto tecnico industriale Savoia di Chieti. Mercoledì scorso (17 novembre), i rappresentanti sono stati ricevuti nella sede Tua di Pescara da Carola Di Paolo e Raffaele Piscitelli, che hanno ascoltato le segnalazioni dei ragazzi. 

All'azienda è stata consegnata una lista di tutti i disagi lamentati dagli studenti, così da individuare più facilmente le criticità e le soluzioni. "L'azienda - spiega Giulio Ingannato, rappresentante d'istituto - si è posta come obiettivo interventi mirati e risolutivi e ha proposto incontri cadenzati, da qui a fine anno, ogni 15 giorni, per prendere visione dei cambiamenti e fare il punto della situazione". 

Ma, lamenta, non è stato possibile incontrare i vertici della società La Panoramica, che gestisce il trasporto pubblico locale: "Dopo dieci giorni dalla prima richiesta d’incontro, caduta nel vuoto, abbiamo inviato un sollecito lunedì 15 novembre ma, ad oggi, continuiamo a non avere alcun riscontro in merito. Riteniamo che le tematiche più sentite siano proprio quelle correlate a quest'azienda, specialmente dopo la riorganizzazione del servizio a seguito dei tagli effettuati dal Comune di Chieti. Già note sono le lamentele dell’utenza dovute al sovraffollamento sulla linea 1 e 3, sia nelle fasce di ingresso che di uscita da scuola. Questo, sempre più spesso, non permette a molti ragazzi provenienti da località extraurbane di arrivare a scuola in orario né, tantomeno, prendere in tempo i mezzi per il ritorno a casa. Ormai gli studenti sono rassegnati - incalza Ingannato - vedono ogni giorno passare i pullman che dovrebbero fornire loro una coincidenza sempre sovraffollati e, inevitabilmente, sono costretti a prendere corse successive. Infine, ma non meno importanti, sono i disagi dovuti ai costanti e persistenti ritardi, per non parlare delle corse che saltano e non vengono proprie effettuate".

Il rappresentante d'istituto invita pubblicamente i vertici di La Panoramica a incontrare gli studenti, "con la speranza - dice - di essere finalmente ricevut e soprattutto ascoltati", anche a seguito della manifestazione di venerdì scorso, quando una delegazione è stata ricevuta anche dal prefetto Armando Forgione. 

Intanto il sindaco Diego Ferrara ha incontrato il presidente della Regione Marsilio per discutere delle criticità del servizio di trasporto pubblico teatino. Al vertice hanno partecipato anche l’assessore comunale alla Mobilità Stefano Rispoli, il direttore generale Emidio Primavera e due funzionari del dipartimento trasporti della Regione Abruzzo.

Il primo cittadino spiega che si tratta di criticità "similari a quelle che interessano altri capoluoghi di provincia. Al Comune di Chieti, la Regione Abruzzo negli ultimi sei anni ha erogato il solo contributo chilometrico per i settori autoservizi ed esercizio filoviario, parametrati a un costo/deficit standard riferito all’anno 2012. La sterilizzazione dei parametri all’anno 2012 ai fini degli acconti, ha pesato percentualmente non meno del 15% sui costi, tenendo anche presente che nel 2015 è stato rinnovato il contratto nazionale di lavoro, il cui incremento di costo non è mai entrato nel dovuto ricalcolo del costo standard. Occorre però precisare - prosegue Ferrara - che dal 2004 al 2015 la Regione ha erogato al Comune di Chieti un contributo scaturente da apposite leggi statali per l’applicazione al personale dipendente di 4 contratti nazionali relativi agli anni dal 2004 al 2009, che si aggiungevano al contributo chilometrico, incrementandolo del 12,5 per cento circa. Dal 2009, questi ultimi contributi legati ai CCNL sono stati erogati in tutte le regioni d’Italia, Abruzzo escluso. A fronte di questa situazione, la Regione si è limitata ad erogare, in base alla delibera di giunta regionale n. 231 del 28 aprile 2020 un importo di 231.480 euro ad ulteriore acconto delle annualità dovute dal 2014 al 2019. Per quelle 2020/21, non solo non c’è nessun contributo, ma come detto si è tornati ai parametri del 2012".

"In base alle statistiche di settore - puntualizza il primo cittadino - il trasporto pubblico cittadino, avrebbe perso rimesse pari a circa 950.000 euro l’anno. Questa rappresentazione, al netto della pandemia, che ha inciso negativamente nella gestione economico-finanziaria per le annualità 2020/21 ha trovato durante l’incontro di giovedì un’esplicita conferma, nell’ammissione da parte della Regione Abruzzo di un buco finanziario nel bilancio regionale, stimato intorno ai 5 milioni annui, cifra che consentirebbe di adeguare i contributi a favore degli esercenti del Trasporto pubblico locale nella nostra regione. Dei suddetti 5 milioni di euro, che ad oggi non trovano copertura alcuna nel bilancio regionale, una percentuale del 16 per cento circa spetterebbe al Comune di Chieti per la rivalutazione dei contributi per gli autoservizi e l’esercizio filoviario. Questa situazione ha generato non solo difficoltà ai gestori del servizio, ma, a cascata, anche problemi che si ripercuotono sulle spettanze dei lavoratori del settore, che a noi stanno a cuore prima di ogni altra cosa".

"Il nostro auspicio - conclude - alla fine dell’incontro è quello che la Regione possa trovare una soluzione a questa criticità in tempi brevi e finché l’importo dovuto resti congruo e limitato alle cifre citate, anche mediante il coinvolgimento dei consiglieri regionali referenti per la città e la provincia di Chieti. L’obiettivo e la speranza sono quelli di rilanciare il servizio, evitando così anche il possibile rischio di default di un’azienda, la Panoramica, fiore all’occhiello per la città per efficienza e innovazione e parimenti riteniamo che un’azienda in salute trasmetta tranquillità economica anche e soprattutto ai suoi dipendenti. Come amministrazione noi abbiamo il dovere istituzionale di stare vicini sia alle maestranze e sia a chi dà lavoro, specie quando ciò si traduce in un servizio pubblico importante, qual è quello dei trasporti a livello comunale e regionale”. 

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