Mercoledì, 27 Ottobre 2021
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La mensa che non c'è: protestano i dipendenti del vecchio gestore, a giorni l'avviso per far ripartire il servizio

Mentre le famiglie continuano a dover preparare il pranzo da portare in classe ai bambini, i sindacati chiedono al Comune un incontro urgente per far luce sul dramma occupazionale e sul disservizio per gli alunni delle scuole

Protesta dei dipendenti della ditta Ladisa, vecchio gestore del servizio mensa a Chieti, stamani, davanti al palazzo municipale. Una rappresentanza dei lavoratori, a cui si è unito il consigliere di Forza Chieti Maurizio Costa, ha incontrato l'assessora Teresa Giammarino per denunciare la situazione che vivono da mesi. 

Terminato l'anno scolastico, infatti, i dipendenti sono senza stipendio e ora, oltre a non poter usufruire di ammortizzatori sociali, non possono neppure sperare di essere assorbiti dal nuovo gestore della refezione scolastica, perché il Tar ha bloccato l'appalto che affida il servizio alla Consorzio Appalti Italia. La prossima udienza è stata fissata dai giudici amministrativi a marzo 2022 e, prima di allora, il Comune deve cercare il nuovo gestore. 

Proprio oggi, l'ente ha assicurato ancora una volta che "si procederà in velocità e trasparenza per individuare un soggetto che temporaneamente si occuperà del servizio di refezione scolastica".

“Con la struttura tecnica e l’Avvocatura si è deciso di agire secondo l’iter della procedura negoziata – spiegano il sindaco Diego Ferrara e la giunta comunale – Nei prossimi giorni sarà pubblicato un avviso che definirà tutti i parametri del servizio e stabilirà un intervallo di tempo congruo entro cui dovranno pervenire le manifestazioni di interesse da parte dei soggetti in grado di effettuarlo. Si procederà così alla definizione di un elenco di operatori economici da invitare a formulare le offerte sullo svolgimento del servizio stesso. Aspetteremo che le ditte che si riterranno disponibili facciano pervenire la loro offerta, che sarà valutata in tutti i suoi aspetti per arrivare a un affidamento temporaneo che rispecchi gli standard richiesti dall’amministrazione per quanto riguarda i pasti".

"Nei prossimi giorni - spiegano - verrà nominato un nuovo Responsabile Unico del Procedimento, al fine di imprimere un ritmo serrato all’iter. La formula dell’avviso dà la massima garanzia della trasparenza: tutto si svolgerà sulla piattaforma di Tutto Gare e abbiamo chiesto alla struttura comunale di applicare alla procedura i tempi più ristretti in base a quanto dispone il Codice degli appalti. Nell’avviso è nostra intenzione inserire la clausola sociale, un meccanismo finalizzato al tendenziale mantenimento dell’occupazione, al fine di garantire, per quanto possibile, anche le maestranze".

"Siamo determinati a stringere al massimo i tempi - assicura il sindaco insieme ai suoi assessori - perché ci rendiamo ben conto della gravità della situazione creatasi con la sospensiva e vogliamo che i bambini abbiano a scuola il pasto previsto dal servizio, anche in questa fase complessa e difficile da gestire. Per tale ragione abbiamo in agenda un incontro con i rappresentanti dei genitori, che faremo interloquire direttamente con la nostra struttura tecnica, perché possano condividere e avere informazioni circa il procedimento che andremo ad attuare e che avvieremo al più presto, togliendosi dubbi e curiosità sugli effetti della sospensiva sulla mensa e su come l’Amministrazione intende affrontarli e risolverli”.

Al momento, dunque, i bambini continua a portarsi il pranzo da casa, mentre alcuni sono stati autorizzati a tornare a casa a mangiare, ammesso che i genitori possano andarli a prendere e riportarli in classe dopo un'ora. 

Intanto, ieri, Filcams Cgil Chieti e Uiltucs Uil Abruzzo hanno chiesto all'amministrazione comunale un incontro urgente per discutere del mancato avvio del servizio di refezione scolastica. In particolare, i sindacati fanno leva sulla situazione dei quaranta lavoratori "ad oggi in grande sofferenza, poiché i loro contratti di assunzione prevedono la sospensione estiva, collegata alla chiusura dalla scuola". Per questo, i lavoratori sono senza retribuzione da giugno e non possono usufruire di ammortizzatori sociali. 

"Richiamiamo l'attenzione - scrivono nella richiesta al Comune Daniela Primiterra della Filcams ed Ernesto Magnifico della Uiltucs - sul pesante disagio che la situazione sta generando ai lavoratori e alle lavoratrici interessati, nonché alle loro famiglie e ribadiamo la necessità di un incontro a breve termine, al fine di addivenire a una soluzione ottimale, per i lavoratori, per gli alunni delle scuole e delle loro famiglie". 

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