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Protesta dipendenti La Panoramica, arriva la replica dell’azienda: “Tocca alle istituzioni intervenire”

L’azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino critica le scelte regionali che ha “provocato il collasso economico-finanziario delle aziende”

"Con il manifesto in stile mortuario, sicuramente originale ma di pessimo gusto, messo in scena con affissione a tappeto nel territorio comunale sabato scorso i responsabili provinciali e regionali della Ugl Autoferro ricordano alle istituzioni della città di Chieti che da un anno nella nostra azienda non c’è un accordo per la corresponsione del salario di secondo livello, per l’appunto quello aziendale”.

La Panoramica interviene dopo la protesta dei dipendenti che domenica scorsa avevano manifestato davanti alla sede operativa dell'azienda in via Picena.

"Giova ricordare - si legge nella nota de La Panoramica - che l’azienda ha disdettato i vecchi accordi nel giugno 2020, ma con decorrenza al successivo 1 Novembre. Nei quattro mesi successivi la disdetta, l’azienda ha sottoposto alle organizzazioni sindacali una proposta di rinnovo del salario aziendale che avrebbe consentito di ottenere nuovi istituti contrattuali con un potenziale economico del 50% rispetto a quello disdettato. Questa nostra proposta, che costituiva comunque nella nostra regione il migliore degli accordi esistenti nel comparto privato (non sono più di 3 o 4 le aziende, su oltre 30, che hanno un salario aziendale), non trovava il “gradimento” dei sindacati che si sono ostinati a chiedere unicamente il reintegro del 100% delle vecchie competenze. Una seconda proposta transattiva, relativa al periodo  1 novembre 2020 fino al 31 dicembre 2021, è stata avanzata dall’azienda nel corso del primo semestre 2021, ma essa, è stata ugualmente respinta dalle componenti che avevano mantenuto aperto il tavolo sindacale".

Su quanto dichiarato dal segretario provinciale Ugl Autoferro, La Panoramica spiega che  "viene additata questa azienda come l’unica ad aver disdettato gli accordi di secondo livello, nonostante una decurtazione del finanziamento regionale nella misura del 25% rispetto a quanto spettante in base alle leggi vigenti. Il suddetto segretario appare un po’ confuso nelle sue esternazioni in quanto, distrattamente, dimentica che un caso analogo a quello riguardante la scrivente si è sviluppato nell’Ama di L’Aquila, azienda in regime di In House Providing nella stessa città. La direzione di Ama ha disdettato gli accordi di secondo livello, ancor prima di noi, per evitare di portare i libri in tribunale, ed ha mantenuto la posizione fino al punto di costringere la proprietà (Comune di L’Aquila), con l’ “aiuto regionale”, a dotare l’Ama della necessaria dotazione finanziaria sia per coprire le perdite di gestione che per ripristinare la contrattazione di secondo livello. La soluzione, tutta politica, è consistita nel mettere le mani nelle tasche dei cittadini aquilani e regionali".

Sulla questione l'azienda che gestisce il trasporto pubblico cittadino ha le idee chiare. "Le decisioni in materia contributiva del precedente governo regionale di centro-sinistra, comunque conservate dall’attuale governo di centro-destra, hanno decurtato i contributi per la gestione del Tpl nella misura del 25% sin dal 2016 per tutte le aziende pubbliche e private, Tua esclusa, con ciò provocando il collasso economico-finanziario delle aziende stesse costrette in perdita da troppi anni. Ciò ovviamente, come anzidetto, non riguarda la Tua SpA, azienda regionale in regime di In House Providing, che, pur percependo corrispettivi contrattuali maggiorati del 50%  rispetto alle altre aziende, riesce a “sfangarla” solamente in quanto autorizzata dalla stessa proprietà (Regione Abruzzo) a cedere in sub-affidamento milioni di chilometri di TPL lucrando una “generosa” trattenuta tra quanto incassato e quanto riversato ai sub-affidatari".

Sugli appelli a sostegno dei lavoratori da parte dell'arcivescovo Bruno Forte e gli studenti dell'Itis, l'azienda "condivide pienamente nell’auspicio che trovino, finalmente, la dovuta attenzione da parte delle istituzioni preposte e nella dichiarata constatazione che, nonostante le evidenti difficoltà gestionali, “il servizio viene comunque assicurato, nella maniera più impeccabile possibile”.

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