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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Attualità Madonna delle Piane

Gli odori nauseabondi tormentano le notti dei cittadini dello Scalo: "È uno scandalo, non possiamo aprire le finestre"

Una triste ricorrenza di ogni estate, per cui non si riesce a trovare soluzione e che è addirittura peggiorata in questi ultimi giorni di temperature bollenti

Non bastano le temperature bollenti a tediare le notti dei residenti nella parte bassa della città. Già da prima dell'inizio dell'estate, il cattivo odore che ormai da anni caratterizza le giornate calde dei cittadini che vivono tra Madonna delle Piane e San Martino è diventato insopportabile. 

Il caso era già esploso un mese fa, tra proteste e lamentele diventate ormai una triste ricorrenza all'arrivo di ogni bella stagione. E, secondo diverse segnalazioni che arrivano dall'area interessata, in questi giorni in cui la colonnina di mercurio continua a salire, la situazione sarebbe addirittura peggiorata. 

L'ultima protesta in ordine di tempo arriva da una lettrice che si è rivolta a Chieti Today per raccontare ciò che si vive nell'area di Madonna delle Piane: "Nelle ultime notti e in particolare questa notte, il cattivo odore era insopportabile, nauseabondo, tanto da non farci dormire e nonostante il caldo ci ha portato a chiudere le finestre. È una cosa scandalosa dover subire questo inquinamento olfattivo e non solo". 

Perché non è solo il fetore a tormentare chi abita in zona. Il cattivo odore sta raggiungendo anche zone dove mai prima d'ora si era avvertito. In più, sono tanti a lamentare bruciori alla gola causati proprio da quel puzzo nauseabondo.

Il Comune, che è ovviamente a conoscenza del problema e del disagio dei cittadini, sta lavorando per individuare una soluzione concreta.

Lo scorso luglio, era stato il Wwf a chiedere risposte sui cattivi odori, ritenendo che arrivassero dal depuratore di San Martino. In quell'occasione, i carabinieri forestali avevano denunciato due persone, con l'accusa di aver continuato a esercitare attività di depurazione di rifiuti liquidi provenienti da terzi, nonostante la specifica sezione dell’impianto chimico-fisico, deputata proprio all’abbattimento delle esalazioni e dei vapori prodotti, non fosse più funzionante da diverso tempo.

All'epoca il Comune aveva chiesto all'Arta analisi adeguate per appurare l'origine dei cattivi odori, mentre il Wwf aveva invocato un intervento "energico" da parte del Comune, evidenziando che il problema non era stato risolto. 

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