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Attività aggiuntiva dei medici già in servizio, ambulatori infermieristici e telemedicina: così la Asl fronteggia la carenza di professionisti nelle aree interne

Il progetto illustrato dal direttore generale Schael ai sindaci di un territorio dove operano solo 7 medici di medicina generale per 14 mila abitanti, di cui 4.500 fragili

La cessazione dell'attività di due medici di medicina generale nel giro di pochi mesi, che si somma a quelle degli ultimi anni; la difficoltà a coprire le carenze per indisponibilità dei professionisti a scegliere le aree interne; le preoccupazioni di cittadini e amministratori locali per il rischio di vuoto assistenziale; l’orografia del territorio, che non agevola gli interventi in urgenza. Questi i temi di salute in primo piano nell'Alto Vastese, ai quali la Asl Lanciano Vasto Chieti sta dando risposte con un progetto di assistenza sperimentale presentato questa mattina dal direttore generale Thomas Schael ai sindaci del territorio riuniti nella sala consiliare di Roccaspinalveti.

Nel corso dell’incontro, è stato illustrato un quadro complessivo dell’assistenza sanitaria, anche alla luce delle innovazioni introdotte dal decreto ministeriale 77, che disegna nuovi modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale, prevedendo integrazioni tra assistenza primaria e reti di emergenza. 

“L’Alto Vastese rappresenta il luogo d’elezione per avviare una sperimentazione organizzativa - ha spiegato Schael - perché al netto delle cessazioni previste, sono solo 7 i medici di medicina generale per 14 mila abitanti, di cui 4.500 fragili. Questo progetto, quindi, è stato tagliato su misura per questo territorio, ma ne valuteremo i risultati fra sei mesi, con la finalità di prolungarne l’attività o di estenderlo ad altre zone delle Aree interne dove potrebbero verificarsi analoghe necessità. Si chiama sperimentale proprio per questo”. 

Il progetto della Asl prevede la sperimentazione di nuove forme di assistenza, prioritariamente nei comuni di San Buono, Torrebruna e Carunchio, e a seguire Palmoli, Tufillo e Carpineto Sinello, individuati secondo una metodologia che tiene conto dei cittadini che ancora non hanno un nuovo medico dopo la cessazione del precedente. Intanto, a Dogliola è stato già aperto un ambulatorio secondario da un medico di medicina generale dello stesso ambito.

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Ambulatori extra per i medici del territorio

È stata chiesta ai professionisti già in servizio nei Comuni del comprensorio la disponibilità ad assistere i cittadini rimasti senza medico, a fronte di una retribuzione stabilita a tariffa oraria, approvata dal comitato aziendale della medicina generale e finanziata con i risparmi derivanti dal mancato utilizzo della “quota capitaria”, vale a dire la somma destinata a ciascun paziente per l’assistenza primaria. Le adesioni al progetto saranno raccolte attraverso specifici avvisi pubblicati dalla Asl per gli ambiti territoriali carenti; ai medici verrà chiesto di svolgere l’attività aggiuntiva formalizzando giorni e orari dedicati senza penalizzare l’ambulatorio di cui hanno la titolarità e fuori dall’orario di servizio. Le sedi possono essere diverse, ambulatori messi a disposizione da Asl e Comuni o un mezzo mobile.

Ambulatori infermieristici territoriali

Saranno un riferimento importante per la popolazione, che operano in stretto raccordo con il medico di medicina generale e la centrale operativa territoriale. L’infermiere di comunità rappresenta una risorsa importante e determinante nel nuovo modello, perché intercetta i bisogni di salute e svolge una funzione di raccordo tra tutti gli attori del sistema. Tali figure sono già operative, con successo, nei comuni di Castiglione Messer Marino e Roccaspinalveti, e presto seguiranno  Carunchio e Torrebruna.

Telemedicina

Le tecnologie digitali daranno un importante supporto per colmare la distanza tra cittadini e servizi per la salute, soprattutto per aspetti che possono essere risolti anche non in presenza. Il medico, pertanto, supportato da un infermiere di comunità, dipendente Asl, potrà interagire a distanza in tempo reale con il paziente, anche con il supporto di un famigliare, valutando anche la possibilità della successiva presa in carico da parte della centrale operativa territoriale di San Salvo, già attiva.

“Il progetto avrà durata di sei mesi in questa prima fase -  ha concluso Schael - al termine dei quali sarà rivalutato alla luce dei risultati raggiunti. Ma ci auguriamo, nel mentre, di reperire giovani medici di medicina generale che possano appassionarsi alla sfida della nuova sanità che andiamo a realizzare sul territorio”. 

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