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Mercoledì, 1 Febbraio 2023
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Il professor Gallenga di Chieti nell'équipe che studia le opere di Leonardo

L'oculista, docente ordinario dell'università d'Annunzio, a Milano per studiare l’opera grafica “Cristo di Lecco” attribuita a Leonardo da Vinci

C'è anche un oculista teatino fra gli studiosi di Leonardo da Vinci: si tratta del professor Pier Enrico Gallenga, ordinario emerito di Clinica oculistica all’università d’Annunzio, medaglia d’oro dell’Oftalmologia italiana.

Il professor Gallenga è nell’équipe di studiosi dell’opera grafica “Cristo di Lecco” attribuita a Leonardo da Vinci, di proprietà della famiglia Gallo Mazzoleni.

Direttore dell’unità operativa di Clinica Oculistica dal 1979 e successivamente dell’Istituto di oftalmologia e medicina legale e medicina del lavoro dell’università d’Annunzio di Chieti, vicepresidente della Società Oftalmologica Italiana e presidente del suo Comitato etico, Gallenga ha  contribuito significativamente allo sviluppo della moderna oftalmologia nel campo della diagnostica con ultrasuoni, ma è anche un profondo conoscitore di Leonardo. Nei giorni scorsi il professore ha preso parte, assieme a un gruppo di accademici di fama internazionale, al convegno “Epistemologia della bellezza – Leonardo, un caso studio” al Palazzo delle Stelline di Milano dove è stata presentata l’opera.

Tra i relatori c’erano anche il professor Rolando Bellini dell’Accademia delle Belle Arti di Brera, il professor Fabio Minazzi di filosofia della scienza e direttore scientifico del Centro Internazionale Insubrico, l’ architetto e storico dell’arte Marco Marinacci, il prof. Atila Soares Da Costa Filho in collegamento dal Brasile, lo studioso e storico dell’arte membro del comitato scientifico della Monna Lisa Foundation di Zurigo e della Fondazione Leonardo da Vinci di Milano.

I relatori hanno affrontato, ciascuno attraverso la propria specifica competenza, il percorso creativo di Leonardo da Vinci e il ruolo del grande genio italiano nell’ambito delle arti. Ad aprire i lavori, l’attore Fabio Testi con la lettura di alcuni precetti del Trattato della Pittura di Leonardo Da Vinci.

Il “ritratto/Cristo di Lecco” di proprietà della famiglia Gallo Mazzoleni, è stato oggetto di attente analisi che hanno consentito l’attribuzione di un ritratto, forse un autoritratto, del Maestro toscano, collocato temporalmente nel periodo compreso tra la fine del XV secolo e i primi anni del XVI secolo.  

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