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Processione del Venerdì santo a Chieti, ora è ufficiale: il 15 aprile torna secondo la tradizione

Negli ultimi due anni, a causa della pandemia di Covid 19, la processione non si è svolta, ed è stata sostituita dalla processione in solitaria dell’arcivescovo

La processione del Venerdì santo di Chieti torna secondo la tradizione. Negli ultimi due anni, a causa della pandemia di Covid-19, la processione non si è svolta, ed è stata sostituita dalla processione in solitaria dell’arcivescovo. Ora, però, il miglioramento della situazione pandemica consente la ripresa di molti momenti aggregativi, come è già avvenuto in diversi campi della vita sociale.

"Per questa ragione -dice l'arcivescono Bruno Forte - ascoltato il parere favorevole delle autorità provinciali di pubblica sicurezza, il prefetto Armando Forgione e il questore Annino Gargano, oltre che del sindaco di Chieti e del governo dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, ho disposto che la processione del prossimo venerdì santo 15 aprile si tenga a Chieti secondo la tradizione, osservando le misure prudenziali che paiono ancora opportune".

Altre sacre processioni sul territorio diocesano saranno permesse a condizione che i Responsabili garantiscano per il loro svolgimento l’osservanza delle opportune misure di prevenzione anti CoVid19 e facciano rispettare i provvedimenti di viabilità, ordine e sicurezza pubblica adottati dalle Autorità competenti. Naturalmente, l'autorizzazione alle processioni si intende concessa solo da quando la nostra Regione tornerà in “zona bianca” o comunque dopo il 31 marzo (fine dello “stato di emergenza”).

La processione del “Cristo morto” si svolge da secoli a Chieti il Venerdì Santo, accompagnata dallo struggente canto del Miserere musicato nel 1767 sulle parole del Salmo 50 da Saverio Selechy, musicista teatino.

"Si tratta di un evento di intensa pietà popolare, che invita a meditare sulla sofferenza di Dio per amore degli uomini e invita a far compagnia al dolore divino per la salvezza di tutti, ravvivando la nostra fede e stimolandoci all’esercizio generoso della carità verso i più fragili e bisognosi. Sarà questa l’occasione - commenta l'arcivescovo Bruno Forte - di presentare a Dio le tante sofferenze patite dalla nostra gente a causa della pandemia, di pregare per le vittime di essa e di intercedere per la salvaguardia della salute di tutti e per la guarigione di quanti si trovassero ancora sottoposti a percorsi terapeutici necessari. La Vergine Santa interceda per tutti noi e il Dio crocifisso ci raggiunga con l’abbondanza della Sua misericordia".


 

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