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Nasce il nuovo centro operativo comunale, la prima ordinanza è sul dissesto idrogeologico

Presentata la struttura di coordinamento. Ferrara precisa: "Nessun allarme imminente, abbiamo strutturato attività di controllo, monitoraggio e intervento sul territorio più a rischio e su cui partiranno gli interventi"

Nasce il nuovo centro operativo comunale di Chieti, una vera e propria task force amministrativa e operativa sul fronte delle emergenze del territorio. Questa mattina il sindaco Diego Ferrara ha firmato il decreto per l'istituzione e la prima ordinanza per le azioni mirate all’ intervento e alla prevenzione del dissesto idrogeologico nelle aree più colpite. Le novità sono state illustrate in conferenza stampa dal sindaco Diego Ferrara, dall’assessore ai Lavori Pubblici e Manutenzione Stefano Rispoli, dal delegato alla Protezione civile Vincenzo Ginefra, in presenza del dirigente della Protezione civile e settore urbanistica, Carlo Di Gregorio, delle funzionarie responsabili dei servizi Lavori Pubblici e Urbanistica Ivonne Elia e Lucia Morretti, di Marco Papponetti, funzionario dell’Agenzia regionale di protezione civile e di Antonio Mancini, per le associazioni di volontariato. 
 
“Nasce un primo vero coordinamento operativo e composito del Comune – ha esordito il sindaco Diego Ferrara – ma resta immutata la preziosa sinergia con le associazioni di protezione civile che sono state il nostro braccio operativo durante la pandemia e le emergenze che abbiamo fronteggiato finora. Con il nuovo Coc abbiamo però strutturato un organismo in grado di dialogare anche amministrativamente con la Protezione civile regionale e gli altri enti, che fa capo a funzionari e dirigenti comunali. Lo inauguriamo su un tema che ci è caro dall’inizio del nostro mandato, il dissesto idrogeologico, perché nonostante non esista un imminente allarme, è grande la nostra preoccupazione per la salvaguardia del territorio comunale a causa di una vulnerabilità e fragilità conosciuta da decenni”.

L’azione, anche sul fronte della prevenzione, dunque si concentra innanzitutto nella zona di via Fontevecchia, via Arenazze e via Gran Sasso, da estendere anche ad altre vie non centrali della città. “Oggi noi diciamo alla città che veglieremo sull’incolumità pubblica, cercando di trasmettere un messaggio di tranquillità e consapevolezza – ha aggiunto Ferrara - ma anche di rigore, perché tutto ciò che a livello urbanistico è stato fatto e concesso durante il boom e l’antropizzazione degli anni ‘80, oggi non è più possibile”.
 
“Ad oggi abbiamo un finanziamento di 5 milioni di euro collegato a un fondo nazionale suddiviso su vari interventi – ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Stefano Rispoli – . Si agirà su più fronti, sulla collina zona nord per 2 milioni di euro e sarà il primo intervento e per tale ragione abbiamo accelerato questo percorso con il Coc e una serie di attività; altri 500.000 euro riguarderanno un’ampia attività di pulitura dei fossi. In passato nacque il Progetto Chieti per il dissesto idrogeologico e alcuni interventi sono stati compiuti, ma non sono abbastanza a fronte della situazione trovata e a quella che sta emergendo proprio dai monitoraggi che abbiamo attivato in questi due anni di governo. Per questo potenzieremo l’azione e con la nuova struttura del Coc”.
 
La linea di azione generale stabilita è valida sia per il tempo di non emergenza che per quello dell’eventuale emergenza. “Il piano sul dissesto idrogeologico è la cosa prioritaria e la struttura amministrativa promuoverà le azioni e gli interventi anche risolutivi per cui si hanno già risorse, con il coinvolgimento delle associazioni di protezione civile che restano il braccio operativo dell’azione” ha precisato il consigliere delegato alla Protezione civile Enzo Ginefra.
 
“Parte una sfida concreta da parte dell’amministrazione – ha spiegato Carlo Di Gregorio, dirigente del Settore Urbanistica e responsabile della Protezione civile comunale – . Il ruolo di coordinamento in capo al Comune agevola questa azione che è anche in parte burocratica, ma soprattutto ci consente di tenere sempre sotto controllo, in questo caso la fragilità del territorio e ci impone di attivarci in tale senso, in modo concreto e tempestivo”.
 
“Il fatto che si sia messo su un ufficio di protezione civile comunale dedicato è una decisione sostanziale perché assicura una dorsale per la sicurezza dei cittadini. C’è e ci sarà strettissima collaborazione da parte della Protezione civile regionale, agiremo insieme con l’attenzione che serve” ha detto Marco Papponetti, della Regione Abruzzo.
 
Decine le segnalazioni ricevute nell’ultimo anno per le criticità legate al dissesto idrogeologico e alla regimentazione delle acque piovane. 

"Negli ultimi mesi – ha spiegato Tommaso Colella, ingegnere del Comune responsabile proprio delle azioni sul fronte dissesto idrogeologico- abbiamo avviato un’azione sinergica anche con la facoltà di Geologia dell’università d’Annunzio, con il coordinamento del professor Nicola Sciarra proprio su quell’area che è densamente abitata e coinvolge una popolazione di circa 2.000 persone, dove ci sono diversi edifici che negli ultimi anni sono stati sgomberati o evacuati per dissesto. Non esistono criticità imminenti, ma stiamo lavorando, ed è la prima volta che accade in modo così strutturato, proprio per potenziare un’azione di monitoraggio. Proseguiamo lungo questo percorso per avere una mappatura più approfondita e uno studio più puntuale sulle varie situazioni di rischio. Sicuramente il progetto Chieti deve essere portato avanti, lavorare sull’area è necessario, ma si devono trovare finanziamenti per dare risposte anche alla zona di Sant’Anna, Colle Marcone e le altre, da qui nasce la struttura”.
 


 

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