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Pasqua e Pasquetta, i ristoranti del Chietino verso il tutto esaurito: "Ma è presto per parlare di ripresa"

A incidere sugli incassi, però, sono gli aumenti dei costi di materie prime e utenze. Le parole dei ristoratori alla vigilia di Pasqua

Secondo i ristoratori non sarà proprio la "resurrezione pasquale", ma le previsioni per le prossime feste primaverili, con l’appendice del 25 aprile e del primo maggio, inducono a un cauto ottimismo. Il settore è tra i più colpiti negli ultimi anni segnati dalla pandemia e ora alle prese con gli aumenti di energia e materie prime. Non va dimenticato che le famiglie italiane hanno già ridimensionato le loro abitudini e che le notizie recenti potrebbero produrre un ulteriore calo dei consumi. Anche per questo la tendenza diffusa, almeno al momento, è quella di evitare di scaricare i rincari sui listini delle consumazioni.

"Parlare di ripartenza – dice Gabriella Cocco del ristorante 'Al Cantuccio' nel centro di Bucchianico – forse è una parola grossa. Le prenotazioni per queste vacane pasquali ne abbiamo e siamo contenti di questo. Nei piccoli comuni come il nostro però – prosegue la ristoratrice bucchianichese - il cambiamento post Covid si è sentito tanto. Durante i giorni feriali non c’è ancora quel flusso di persone che ricordavamo negli anni passati quando – ricorda Gabriella Cocco – già ad aprile si registravano prenotazioni per maggio e giugno. Ovviamente pesano i rincari sulle famiglie mentre noi da parte nostra nonostante l’aumento dei costi non possiamo modificare i prezzi perché si rischia di perdere la clientela e poi c’è chi ci chiede informazioni dettagliate sul distanziamento dei tavoli perché ha paura dei contagi".

Nel centro di Chieti a Pasqua è già tutto pieno "da un mese" il ristorante 'Taverna Teate' di Matteo Santarelli. "A Pasquetta saremo chiusi ma lo eravamo anche negli anni passati visto che avremo il pienone anche per il Venerdì Santo. Non so se può parlare di ripartenza ma qualcosa si muove. La settimana di Pasqua non fa molto testo, sono tante le persone che tornano in città,  ma rispetto ai primi mesi dell’anno si inizia a intravedere un po’ di movimento, soprattutto nel weekend". L’impatto del Covid, però, continua a farsi sentire tra i clienti. "C’è chi mi ha chiesto di riservare una sala intera dopo aver prenotato per otto persone o addirittura chi vuol mangiare all’aperto di sera nonostante si registri una temperatura di 4 gradi. Richieste non soddisfabili".

Taverna Teate-5

Matteo e Giovanni Santarelli

L’aumento delle spese per i ristoratori, come detto, non può andare a incidere sui prezzi dei menù, tantomeno a Pasqua e Pasquetta, altrimenti il rischio è quello di perdere la clientela, anche quella più affezionata, a favore di chi fa una concorrenza abbassando la qualità. Su questo tema si fa sentire Davinisio Cacciatore proprietario dello storico ristorante 'Il dito e la luna' alle porte del capoluogo teatino. "Siamo pieni anche noi in questo periodo nonostante un po’ di caos sulla questione green pass tra “rafforzato” e “da tampone”: noi abbiamo anche le camere dell’hotel dove non è più necessario esibire una certificazione verde. A mio avviso però – spiega il titolare de “Il dito e la luna” – il vero terremoto per il nostro settore è arrivato con le liberalizzazioni delle licenze con la legge Bersani. Una concorrenza basata sulla quantità: se prima, ad esempio, avevamo due attività che davano da mangiare a 40 persone, oggi abbiamo 40 attività che si dividono lo stesso numero di clienti. A discapito della qualità che però – conclude Davinisio Cacciatore – alla fine paga sempre".   

Il dito e la luna-2

Il ristorante Il Dito e la luna

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