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Giovedì, 29 Febbraio 2024
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Uccisione dei partigiani della banda Palombaro: il ricordo unito delle città di Chieti e Pescara

La commemorazione dei 9 giovani uccisi a Colle Pineta a Pescara. Due iniziative a Chieti nel pomeriggio

Il giorno della memoria dei 9 giovani della banda Palombaro trucidati a Colle Pineta unisce da sempre i due comuni di Chieti e Pescara, città da dove stamane è partita la celebrazione di quelle vite prematuramente finite, nel posto dove quelli che erano poco più che ragazzi, furono uccisi e dove oggi sorge il cippo di una scuola che porta il nome di quel giorno, la “scuola 11 febbraio 1944”.

Il sindaco Diego Ferrara ha portato presenza e partecipazione della città di Chieti, casa di quei giovani e dove stasera arriverà il filo rosso di quella memoria, consegnato simbolicamente a Pescara dai bambini delle quinte classi a quelli delle quarte, che lo porteranno avanti con un lavoro didattico e aggregativo e ai partecipanti alla celebrazione.

La commemorazione prosegue a Chieti nel pomeriggio con un doppio appuntamento: al Foyer dalle 16 dove lo storico Filippo Paziente, il referente Anpi Nicola Palombaro, Cecilia Di Paolo e Antonio Innaurato della segreteria nazionale della Brigata Maiella animeranno una riflessione su quei fatti e alle 17.30 in Largo dei Martiri della Libertà, dove sarà deposta una corona anche a Chieti per ricordarli.

Un modo per continuare le storie di quelle nove vite di figli, padri e fratelli giovanissimi nelle comunità toccate dalla loro fine.

“Chieti raccoglie e trasmette con emozione e onore questo filo della memoria, che ci appartiene e che appartiene ai giovani che devono coltivarlo perché non accada più quello che è successo anche qui, a Colle Pineta - così il sindaco Diego Ferrara - . La loro fine è stata drammatica, ma è bello che quel sacrificio non sia stato dimenticato e il suo valore sia custodito e alimentato dai nostri giovani. È un ricordo importante, che lega le nostre due città, a cui quei 9 giovani appartenevano e che istituzioni e comunità hanno il dovere di tenere con cura.

Dobbiamo, ognuno con le proprie forze e capacità contribuire alla costruzione dell’identità storica dei nostri giovani, dicendogli la verità di quei fatti e raccontandoli sempre, perché non vengano dimenticati: solo così riusciremo a gettare le basi di una vita ispirata da valori di libertà e di pace. Un futuro che ci deve vedere coinvolti: non dobbiamo farci scoraggiare dalle guerre di oggi e dai morti innocenti che generano, conflitti che nascono come se non ci fossero mai state guerre che hanno segnato la nostra vita, dobbiamo coltivare la speranza e una cultura di pace per fermarli”.

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