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Panchine Rosse a Chieti in occasione della Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne

Il Comune aderisce al progetto. Domenica la doppia cerimonia di inaugurazione a Chieti Scalo e Chieti alta. In aumento le richieste di aiuto al Centro antiviolenza

Chieti aderisce al progetto “panchine rosse”. Domenica 25 novembre, in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, ci sarà la doppia cerimonia di inaugurazione rispettivamente in piazzale Marconi e alla Villa Comunale.

L’iniziativa fa seguito a un ordine del giorno del consigliere comunale Marco Di Paolo ed è stata realizzata con l’assessorato alle Pari Opportunità e il Centro Antiviolenza di Chieti. “Già in altre città italiane – spiega - sono state installate panchine rosse, simbolo di non violenza e monumento civile, in luoghi dove le persone si incontrano, si fermano a dialogare e si conoscono È attraverso questo simbolo visibile a tutti, sul quale sono stati incisi degli aforismi e il numero del Centro Antiviolenza di Chieti, che il Comune di Chieti vuole invitare alla riflessione, informare le donne e al tempo stesso formare gli uomini su quella che è una situazione sempre più di allerta”.

Centro antiviolenza: in aumento le richieste di aiuto

Un target d’età sempre più giovane, violenza compiuta da parte di mariti e compagni, soprattutto italiani, sono i dati lampanti su Chieti tratteggiati in conferenza stampa da Marialaura Di Loreto, responsabile della cooperativa Alpha e del Centro Antiviolenza del Comune di Chieti. “Da luglio 2018 ad oggi sono arrivate al Centro Antiviolenza almeno 10 richieste di aiuto da parte di giovani donne di età compresa tra i 19 e i 23 anni – commenta la sociologa -. Il dato è preoccupante perché evidenzia rapporti interpersonali e un tessuto sociale non “educato” al rispetto degli individui. Quello della violenza di genere è un fenomeno complesso, che non può essere arginato solo con l’intervento delle Forze di Polizia o con l’attività della Commissione Pari Opportunità – prosegue -: è necessario, infatti, prevenire e continuare a portare avanti progetti di sensibilizzazione nelle scuole, cosa che per altro il Centro svolge regolarmente grazie al lavoro dei suoi professionisti (psicologi, avvocati, psicoterapeuti, sociologi, addetti all’accoglienza), perché gli adolescenti percepiscono la “normalizzazione” del fenomeno e della stessa violenza che non necessariamente è di tipo fisico ma può essere anche psicologica o economica. Chieti, grazie all’amministrazione comunale, ha portato avanti progetti importanti in questi anni ed ha una rete efficiente, tra le poche in Abruzzo, dove ognuno è chiamato a svolgere la propria parte. Il progetto delle panchine rosse è un ulteriore tassello che si incastona nelle attività per il contrasto della violenza di genere”.     

"Come presidente della IV Commissione del Comune e del Club Soroptimist Chieti, associazione che riunisce donne con elevata qualificazione in ambito lavorativo e opera attraverso progetti diretti all’avanzamento della condizione femminile e la promozione dei diritti umani – ha aggiunto Stefania Donatelli - mi sono adoperata affinché la valida iniziativa del capogruppo Di Paolo trovasse un sostegno e una fattiva realizzazione. La panchina rossa è il simbolo del sangue versato in tutti questi anni dalle donne per mano di uomini incapaci di confronto. È “il pugno nello stomaco” che deve far riflettere quando si passa davanti, è uno dei modi per informarsi su una tragedia dilagante, è uno strumento immediato, probabilmente più di internet e dei social, dove recepire informazioni per dire basta alla violenza subita da parte delle donne di tutte le età”.  
 

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