Lunedì, 14 Giugno 2021
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Allarme a Ortona del coordinamento Tu.Viva: "Nuova colata di cemento tra le riserve naturali dei Ripari di Giobbe e dell'Acquabella"

Il coordinamento chiede al Comune di rivedere radicalmente certe scelte. Ma l'assessore all'Urbanistica replica: "Sensazionalismo infondato"

Nuova colata di cemento sulla costa di Ortona: a renderlo noto è il coordinamento Tu Vi.Va, che lancia l’allarme se verranno confermate le previsioni del nuovo Piano Regolatore in via di approvazione.

Il coordinamento si appresta a depositare le osservazioni alla Valutazione Ambientale Strategica al Piano regolatore. “900 ettari complessivi di consumo di suolo; centinaia di migliaia di mc di edificazione con aree di nuova espansione in zone di enorme pregio paesaggistico, come quelle a ridosso delle riserve dell'Acquabella e dei Ripari di Giobbe; nuovi alberghi alla foce dell'Arielli; discoteche e chi ne ha più ne metta nella zona a nord della stazione di Tollo lungo la strada Postilli-Riccio. Sono scelte che fanno a pugni con gli slogan del consumo di suolo zero e con la tutela del paesaggio e del territorio" è senza appello il giudizio sul nuovo PRG di Ortona del coordinamento Tu Vi Va, che riunisce oltre 70 realtà tra associazioni locali e nazionali per la tutela ambientale e del patrimonio culturale e imprenditori turistici.

"Solo a ridosso dei Ripari di Giobbe, dove oggi ci sono distese di olivi centenari, verrebbero costruiti oltre 200.000 mc di edifici residenziali” aggiunge il coordinamento definendo “sballati” i dati del nuovo PRG. Il coordinamento chiede al Comune di rivedere radicalmente tali scelte facendo inoltre appello all'intervento degli enti, dalla Soprintendenza alla Regione fino al Ministero dell'ambiente, "per evitare questo scempio e indirizzare queste aree verso un turismo diffuso, rivitalizzando il bellissimo centro storico e quelle contrade storiche oggi contornate da meravigliose aree agricole con distese di olivo che tutto il mondo ci invidia".

Sul tema è subito arrivata la replica dell'assessore all'urbanistica di Ortona, Maria Giambuzzi, che parla di eccessivo sensazionalismo. “Grande attenzione ha posto l’amministrazione Castiglione sul consumo del suolo - spiega - non consentendo ampliamenti di aree edificabili nei due comparti, già esistenti, nelle aree di confine delle due riserve regionali Ripari di Giobbe e Punta dell’Acquabella. Nonostante le tante osservazioni in tal senso la linea dell’amministrazione e dell’ufficio è stata di non consentire ulteriore edificabilità ma anzi di ridurre gli indici di edificabilità dei comparti. Il Piano prevede anche l’indicazione che le cubature debbano essere utilizzate il più possibile vicino alla strada, allontanando quindi di fatto l’edificabilità ancora di più dalle Riserve. L’amministrazione ha già provveduto ad affidare la progettazione dei Piani Particolareggiati dei comparti nelle aree di confine delle Riserve. Inoltre il comparto di Torre Mucchia è normato da un Piano Particolareggiato approvato nel 2002. Appare quindi chiaro che qualcuno avrebbe dovuto porsi prima, eventualmente, il problema”.

E aggiunge: “Per una città che da decenni parla di vocazione turistica e che vuole andare in quella direzione appare assolutamente contradditorio criticare la previsione di aree lungo la costa dedicate alle strutture ricettivo turistiche. Tipologia che tra l’altro è ben definita dalle norme tecniche che sanciscono l’altezza massima, la percentuale di edificabilità, i materiali, tutti sostenibili, da poter utilizzare. Inoltre nella zona nord sono previste esclusivamente “attrezzature per il turismo” che non comportano un carico urbanistico continuativo, ma sono impianti e attrezzature a servizio dell’attività turistico balneare, tipo parcheggio, sosta ristoro, impianti sportivi all’aperto, piscine all’aperto e discoteche e locali all’aperto, centri fitness all’aperto, spazi ludico ricreativi all’aperto. Inoltre queste strutture possono occupare solo il 60% della superficie con l’obbligo che il restante 40% sia destinato a verde alberato o cespugliato. La installazione di manufatti destinati a servizi/ ricettività stagionale è consentita solo per il 20% della superficie del lotto con altezza massima di mt. 3.50”.

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