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Chiusura dei parrucchieri in zona rossa, la preoccupazione di Casartigiani Abruzzo per il settore

La novità introdotta dal nuovo decreto che sta per esser firmato dal premier Draghi, che entrerà in vigore a partire dal 6 marzo

Cresce la preoccupazione di parrucchieri e barbieri dopo le indiscrezioni sul nuovo decreto, che disporrebbe la chiusura in zona rossa della categoria a partire dal 6 marzo. 

Casartigiani Abruzzo esprime preoccupazione "per i sacrifici che il settore sarà chiamato a sostenere, ancora una volta. Si pensi prima alla serrata di marzo scorso, e successivamente, ai rigidissimi protocolli destinati ai saloni, ai dispositivi di protezione, all’uso di materiale monouso, al registro delle presenze, agli appuntamenti distanziati l’uno dall’altro".

"Ove confermate - dice l'associazione di categoria - tali restrizioni di 'rivoluzionario' rispetto al passato avrebbero solo il preavviso dato agli operatori, che da un anno a questa parte sono stati abituati ad attendere il Dpcm della notte per scoprire se alzare o lasciare abbassate le saracinesche nell’indomani. Parrucchieri e barbieri hanno dimostrato grande senso di responsabilità e dedizione al lavoro, adeguandosi a regole rigidissime che hanno snaturato il proprio lavoro fatto di manualità ed empatia con il cliente. E questo avveniva anche in estate, mentre venivano riaperte addirittura le discoteche".

"Se sarà confermata la chiusura dei parrucchieri in zona rossa - aggiunge Casartigiani Abruzzo - per metà territorio abruzzese l’economia che verte intorno alla cura dei capelli subirebbe l’ennesimo tracollo".

In merito alla sentenza del Tar che ha annullato la chiusura dei centri estetici in zona rossa, commentano i coordinatori regionali di Casartigiani Abruzzo Dario Buccella e Flaviano Montebello, "si sta delineando ora l’ennesimo paradosso: da un lato la sentenza del Tar che consente l’apertura degli estetisti anche in zona rossa e dall’altro il prossimo Dpcm Draghi che vorrebbe la chiusura di parrucchieri e barbieri. Non si sta tenendo conto che i servizi alla persona rappresentano un settore più che sicuro, disciplinato da un protocollo molto più dettagliato e scrupoloso rispetto a tanti altri, che il benessere che ne deriva non è solo di tipo psicologico ma spesso anche fisico, al pari di altri trattamenti sanitari, e che la casistica ad oggi ci permette di affermare che non esistono contagi all’interno dei centri estetici e dei saloni".

Casartigiani Abruzzo, infine "auspica fortemente un ravvedimento da parte del Governo e che i prossimi sforzi siano volti, più che a colpire le attività produttive artigiane, a frenare comportamenti scellerati da parte dei singoli ed a mostrare una rottura con il passato: meno annunci e più misure per ristorare e rilanciare le attività".

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